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Le note del mistero nella settimana santa lancianese

Questa sera e venerdì pomeriggio i tradizionali concerti di musiche sacre

| di Martina Luciani
| Categoria: Tradizioni e storia
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foto dal sito morteorazionelanciano.it

LANCIANO - Miserere, Amplius, Tibi Soli, Ecce Enim, Auditui Meo, Cor Mundum, Redde Mihi, Libera, Quoniam e Benigne. Sono questi i titoli dei versetti dispari del Salmo 50 di Davide che accompagnano, in musica, la settimana santa lancianese.

Come vi abbiamo raccontato nell’articolo sul Centro Documentazione Masciangelo, le musiche della settimana santa sono legate a doppio filo con il compositore ottocentesco. Masciangelo scrisse delle composizioni proprio per l’Arciconfraternita, nel 1882 diresse l’orchestra e venne nominato confratello onorario.

E’ infatti il Miserere musicato da Francesco Paolo Masciangelo nella seconda metà dell’800, proprio per l’Arciconfraternita Morte e Orazione, ad essere la vera colonna sonora della settimana di Passione che precede la Pasqua.

La richiesta di perdono dell’uomo per aver tradito ed umiliato Cristo diventa musica. Ogni nota segna un nuovo mea culpa, ogni frase aiuta l’uomo ad avvicinarsi a Dio.

Ma di pari importanza, è il più grande allievo di Masciangelo, Francesco Paolo Bellini, che proseguì, sulle orme del maestro, il suo lavoro, donando altrettante toccanti musiche e di impatto alla stessa Arciconfraternita.

Nel corso degli anni, i brani tratti dal Miserere venivano eseguiti durante le cosiddette “posate” che si tenevano nei luoghi simbolo della Lanciano di un tempo.  Ed è una volta cessata questa tradizione, che si è arrivati ai tradizionali concerti della settimana santa che conosciamo oggi.

Ma sono probabilmente le due marce funebri che accompagnano l’incedere lento dei confratelli e del Cireneo durante le processioni del Giovedì e del Venerdì Santo a segnare la perfetta identificazione tra note e settimana santa.
Parliamo del Christus, musicato da Masciangelo nel 1869 e dell’Elegia del maestro Ravazzoni. Il Christus di Masciangelo, insieme al Cor Mundum di Bellini, è senza dubbio la composizione che oggi più rappresenta l’Arciconfraternita.

E l’Elegia, di cui purtroppo si sa poco, così come del suo compositore, venne proposta nel concerto del Venerdì Santo, a cui negli anni ’90 si aggiunse anche quello del mercoledì, solo negli anni ’50. Ma con il suo ritmo lento ma scandito divenne ben presto conosciuta ed apprezzata da tutti i lancianesi attaccati alle tradizioni della propria città.

L’Elegia per orchestra, inoltre, apre i tradizionali concerti, con l’ingresso dello stendardo e del consiglio direttivo dell’Arciconfraternita.

L’appuntamento per fondersi tra sacralità e musica è per questa sera, mercoledì 1 aprile, alle 21.00, nella chiesa di Sant’Antonio e Venerdì Santo, prima della solenne processione del Cristo Morto, alle 16.30, nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia.

Ed è nelle note del mistero che si racchiude tutta la storia dell’Arciconfraternita.

 

 

Martina Luciani

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