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Lanciano di nuovo capitale della difesa dell'ambiente

Il 10 aprile manifestazione regionale contro l'inceneritore in Val di Sangro.

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LANCIANO - Sarà di nuovo Lanciano la capitale della lotta a difesa dell’ambiente con la manifestazione regionale del prossimo 10 aprile contro l’inceneritore in Val di Sangro. Lo scorso 26 agosto è stato presentato alla Regione Abruzzo un progetto denominato “Piattaforma tecnologica per la generazione e il recupero di energia da combustibili alternativi”, un mega impianto per il trattamento di rifiuti di tutti i tipi compresi quelli tossico-nocivi e speciali (quali ad esempio il “Plasmix”, un sottoprodotto degli imballaggi in plastica, oppure quelli classificati con il codice “Cer 191212”) per trasformarli in “syngas”, combustibile che verrà bruciato 24 ore su 24 alimentando una turbina per la produzione di 4,990 MW di energia elettrica (5 volte più della centrale a biomasse di Treglio).

L’impianto, previsto tra Contrada Colle Campitelli di Lanciano e località Brecciaio di Sant’Eusanio del Sangro a poche centinaia di metri da due aree di rilievo naturalistico (Oasi di Serranella e Bosco di Mozzagrogna), è detto anche “pirogassificatore” perché tratta i rifiuti attraverso un processo di “pirolisi” che consiste nella “decomposizione di una sostanza organica per mezzo del calore”. L’agenzia di Protezione Ambientale degli USA e quella dell’Unione Europea classificano gli stabilimenti di pirolisi dei rifiuti come “Inceneritori”.

“L’inquinamento dell’aria e dei suoli derivante dall’emissione in atmosfera di innumerevoli sostanze tossiche, nocive e cancerogene che si depositano su terreni e coltivazioni (introducendosi nella catena alimentare) determina un aumento certo di malattie e patologie spesso mortali che colpiscono prima di tutti i soggetti più vulnerabili quali i bambini o le donne in gravidanza. - afferma Marcello Masciotta, del comitato No Inceneritore - In tutta Italia nelle aree limitrofe ad impianti di cosiddetta “termovalorizzazione” si sono riscontrati aumenti di tumori e cancro anche del 400% negli ultimi 10 anni. Da sottolineare che oltre all’inquinamento diretto vi è quello indotto dal continuo traffico pesante dei TIR che dovranno trasportare le decine di migliaia di tonnellate di rifiuti da trattare”.
“La presenza di simili impianti, con l’inquinamento e il degrado che ne consegue, - spiega il coordinatore del comitato, Marco Severo -  determina una perdita economica secca in attività economiche incompatibili quali l’agricoltura, la ricettività, la ristorazione e il turismo e la svalorizzazione di terreni, case e beni mobili e immobili. L’inquinamento specifico va ad aggiungersi, aggravandole, ad altre fonti di inquinamento già presenti in zona (centrale a biogas di Villa Pasquini, Zone industriali della Val di Sangro, ecc.) e perdipiù in una situazione certificata di qualità dell’aria già compromessa che impone di non peggiorarla ulteriormente”.

Il comitato ha il pieno appoggio del Comune di Lanciano che si schiera al 100% con le ragioni del no. “Il metodo migliore per trattare i rifiuti - conclude l’assessore all’ambiente Davide Caporale - è il riciclo, il recupero, e non l’uso di inceneritori che minano la salubrità del nostro territorio, della nostra agricoltura e provocano danni alla nostra salute”.

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