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SASI: Di Stefano (FI) smonta il bilancio di Scutti

Aumenti nelle bollette e assunzioni facili, le accuse del deputato di Forza Italia.

| di Martina Luciani
| Categoria: Attualità
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LANCIANO - A pochi giorni dalla conferenza stampa di bilancio del presidente SASI Domenico Scutti, il deputato Forza Italia Fabrizio Di Stefano non ci sta e dice la sua sull’attuale gestione Scutti.
“I bilancio della SASI è positivo? - commenta Di Stefano - Scutti dovrebbe anche parlarci dei motivi. Ovverosia un aumento del 100% sulle bollette per la prima casa e del 150% sulla seconda”. Si è infatti passati da 0,84 centesimi  ad 1,60 euro a metro cubo per la prima casa, e per la seconda si è arrivati ad una tariffa di 2,04 centesimi al metro cubo.

Non si risparmia neanche sulla questione assunzioni, argomento in parte smentito ed in parte sviato da Scutti, ma su cui Di Stefano insiste. “Sono stati assunti interinali provenienti dall’ARA (Associazione Regionale Allevatori d’Abruzzo, ndc) - dichiara il deputato FI - con il meccanismo della mobilità. Quale legge sul lavoro, chiedo a Scutti, prevede la mobilità tra una società privata ed un consorzio pubblico? Inoltre - prosegue Di Stefano - è una coincidenza che le persone assunte alla SASI siano tutte vicine all’area PD?”. Intanto assicura che i sindaci di centrodestra chiederanno presto l’accesso agli atti per capire meglio la forma di questi contratti.

Non si risparmia il deputato tollese che affonda anche sugli investimenti annunciati dal presidente SASI. “Ad oggi - continua il forzista - questi fondi ci sono solo sulla carta, così come i lavori annunciati. Di certo ci sono solo i 4 milioni del fondo di accantonamento che, per legge, non dovrebbe essere toccato, ma Scutti sta facendo esattamente il contrario”.

“Sono infine preoccupato per il futuro di tutto il nostro sistema idrico - conclude Fabrizio Di Stefano - la fusione della SASI con l’ISI (società del patrimonio delle reti idriche, ndc) è finita in una bolla di sapone che crea non pochi problemi di gestioni. Spero che Procura e magistratura facciano quanto possibile per vederci chiaro”.

Martina Luciani

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