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Presunti maltrattamenti ai danni di operai: due giorni di sciopero in Sevel

Redazione
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ATESSA - Due giorni di sciopero, domani venerdì 25 settembre e lunedì 28 settembre, sono stati indetti alla FIOM per lo stabilimento Sevel di Atessa.

“Dopo il lavoro di spremitura, siamo passati agli insulti, ai toni violenti e, qualcuno ci dice, anche agli spintoni. - si legge in un comunicato diramato dalla FIOM - Ci rendiamo conto che gli obiettivi della Sevel sono divenuti tanto ambiziosi, ma sarebbe opportuno capire meglio se la salvaguardia della dignità delle persone, il rispetto di chi lavora, la tutela dell’integrità psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori, sono elementi che costituiscono la griglia degli obiettivi da raggiungere”.
Alcuni lavoratori, infatti, sarebbero stati oggetto di maltrattamenti da parte del responsabile di produzione.

“Dai fatti recenti, ci viene facile pensare che non sia così. - prosegue la nota - La fabbrica che si è delineata nel corso di questi ultimi tempi, a nostro avviso, è sempre più orientata verso le logiche del profitto, un’idea di guadagno che passa su tutto e tutti. Bisogna guadagnare, quindi produrre e per far questo, diventa normale e giusto, aumentare i carichi di lavoro, portandoli alle stelle, ridurre gli stipendi, rendendoli da fame, richiedere straordinari a ripetizione costringendo le persone a trascorrere più tempo in fabbrica che con le loro famiglie. Quando poi è necessario, anche qualche calcio nel sedere”.

“In alcune parti del montaggio, - commentano dalla FIOM - responsabili vari pare abbiano deciso di rimproverare, scuotere, sensibilizzare violentemente, la gente che lavora, il tutto con insulti, toni devastanti per la dignità di chi si trova a vivere, dinanzi a tutti i colleghi, il ruolo dell’imbecille sgridato dal grande capo che, a questo punto, ci sembra essere tanto, ma tanto piccolo”.

La Fiom ritiene quindi necessario ristabilire una condizione di normalità e “questo - si sottolinea nella nota - è possibile soltanto se si passa attraverso il rispetto di chi lavora. Gli insulti, le urla, le pressioni, non possono appartenere a questo periodo storico”.

“All’Azienda, - si legge ancora nella nota - vogliamo invece segnalare che in questi mesi si sta determinando una miscela esplosiva: con i fatti sopra citati, si sta demolendo totalmente il ruolo delle persone, degli individui, coloro che vorrebbero essere parte integrante del sistema azienda. Inoltre, le produzioni, si fanno con gli investimenti, innanzitutto introducendo nelle fabbriche risorse umane. E’ bene ricordare a questa Direzione Aziendale che il saldo tra coloro che lavoravano nel 2008 e coloro che lavorano oggi è inconcepibile, oltre mille persone in meno. A questo va aggiunto che produciamo e produrremo tanti furgoni in più... e noi, dovremmo accettare, come fanno i “firmatutto”, che qualche assunzione possa divenire motivo di immensi entusiasmi e ragione per soffrire in silenzio. Questo NO!”.

Per questi motivi, la FIOM afferma di voler reagire a lo fa con uno sciopero, dalle 16.30 alle 18.30 e nelle ultime due ore di venerdì 25 settembre e dalle 15.30 alle 17.30 del 28 settembre.

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