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Matteo Salvini a Lanciano: “appoggeremo chi darà priorità alla sicurezza”

Circa in 300 sotto la pioggia per ascoltare il leader della Lega, tra cui anche qualche contestatore.

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LANCIANO - Non sono stati freddo e pioggia a fermare i circa 300 sostenitori che sotto gli ombrelli hanno ascoltato Matteo Salvini in piazza Plebiscito, nel tardo pomeriggio di ieri. In bilico fino all’ultimo, a causa della sua presenza a Bruxelles, teatro di barbari attentati terroristici, l’europarlamentare della Lega è arrivato a Lanciano dopo un pomeriggio passato ad Avezzano. Si è parlato di sanità, infrastrutture, commercio, ma soprattutto sicurezza tra gli applausi dei sostenitori e qualche contestazione.

“Anche a Lanciano la sinistra ha fallito su tutti i fronti - commenta Salvini durante la conferenza stampa nella Ex Casa di Conversazione - ed è arrivato il momento di cambiare”. Su quale candidato la lista Noi Con Salvini appoggerà alle prossime elezioni non c’è ancora certezza, ma ci sono punti fermi da cui partire. “Dobbiamo ancora valutare chi saranno i nostri compagni di viaggio - dichiara il responsabile Noi con Salvini Abruzzo, il senatore Paolo Arrigoni - ma di sicuro staremo dalla parte di un candidato che tutela il territorio e torni a dare dignità a centro storico e contrade. La nostra lista è aperta a tutti, - prosegue - a chiunque voglia mettersi a disposizione per il bene della collettività e non per un tornaconto personale”. Della stessa idea Matteo Salvini. “Vogliamo coinvolgere gente nuova - spiega - magari chi era in piazza oggi per la prima volta, ma il nostro candidato, come noi, dovrà avere una chiara e precisa idea sul tema della sicurezza, per noi fondamentale. Gli agenti della polizia municipale? Se a governare ci fossimo noi - ha chiarito - non avrebbero il mero compito di fare multe, ma il loro ruolo nella sicurezza sarebbe fondamentale, anche dando loro delle armi, se si dovesse ritenere opportuno”.

E parlando di sicurezza, è tornato a soffermarsi su Bruxelles ed ha una idea precisa su chi lo ha definito uno sciacallo. “Ma quale sciacallaggio - ribatte il leader del Carroccio - io sono un giornalista e come tale ho documentato ciò che stava accadendo. E mi fanno schifo quelli della sinistra che mi hanno accusato di usare i morti di una strage. Io non ho bisogno di morti, ma di vivi”. Ed ha un’idea precisa anche su come iniziare ad affrontare il problema del terrorismo. “Iniziamo ad ammettere che ci sia un problema e che l’Islam fa parte di questo problema - afferma - da lì si potranno iniziare a trovare le soluzioni”.

Una breve battuta anche sul referendum del 17 aprile, invitando al voto. “E’ impensabile e vergognoso che un presidente del consiglio inviti all’astensione. - dice ancora Salvini - Io invito al voto ed a votare sì perché l’unico petrolio d’Italia si chiama turismo, non abbiamo bisogno di trivelle. Per questo nel weekend del 9 e 10 aprile saremo in strada - anticipa - per sensibilizzare i cittadini ed invitarli al voto”.

Un incontro segnato da temi locali e di più ampio respiro, prima di andare a cena con militanti e sostenitori, circa 400 dicono gli organizzatori, tra cui anche un tavolo riservato ai vincitori delle primarie del centrodestra a Lanciano, per continuare a parlare di politica ed attualità, sempre con la felpa con su scritto Abruzzo.

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