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"Basta bare, controlli serrati e responsabilità dei cittadini": l'appello di Schael

Il dg della Asl interviene sugli ultimi dati del Covid. Il calo dei contagi non può permettere "comportamenti disinvolti"

| di redazione
| Categoria: Attualità
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«Non possiamo perdere i buoni risultati ottenuti in provincia di Chieti nelle ultime tre settimane con il calo dei contagi e non possiamo continuare a fare morti, che saranno anche più numerosi se durante le feste i comportamenti saranno disinvolti»: il richiamo forte di Thomas Schael, direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, arriva alla luce dei risultati dell'ultima relazione epidemiologica prodotta dalla Task force Covid-19 coordinata dal Dipartimento di Prevenzione, che disegna una decisa riduzione della velocità nelle ultime settimane e una diminuzione dei casi ricoverati in ospedale in quella appena passata.

In provincia di Chieti fino al 12 dicembre ci sono stati 54 nuovi casi positivi al Coronavirus in media ogni giorno nell'ultima settimana (14 ogni 100.000 abitanti). Al 12 dicembre i ricoverati erano 179, di cui 89 a Chieti, 20 a Vasto, 23 ad Atessa, 33 presso la Casa di cura Spatocco e 14 presso il Pta di Casoli. Il decremento nell'ultima settimana è stato pari al 7,7%, con una percentuale di occupazione dei posti letto di Terapia intensiva del 43% (a fronte di una soglia critica fissata al 30%) e in area non critica del 66% in diminuzione (soglia 40%). E’ il primo calo dopo settimane di forte pressione.

Al 12 dicembre scorso il numero dei casi cumulativi da inizio epidemia nella provincia di Chieti è salito a 6.124 (più 223 casi domiciliati) con un tasso di incidenza cumulativa pari a 1,6 casi ogni 100 abitanti. Circa le aree territoriali a maggiore diffusione dei contagi risultano più colpiti i Comuni che fanno capo al Distretto sanitario di Ortona, con un tasso di incidenza di 1,9 ogni 100 abitanti e Francavilla al Mare con l’1,8 ogni 100 abitanti.

Interessante il dato sulla percentuale di popolazione che si è sottoposta a tampone, con una media sull'intera provincia del 29%, vale a dire una persona su tre. Molti i Comuni che viaggiano intorno al 30%, ma non mancano le eccezioni, sia nei valori bassi sia in quelli alti, sempre rispetto al numero di abitanti: nessun tampone a Fallo, 13% a Villalfonsina, 15% a Lettopalena, 16% a Gamberale, compensati poi dall’esplosione di Pietraferrazzana, con il 62%, Gissi con il 54%, Lama dei Peligni 42%, Fresagrandinaria 41%. Restano invece nella media le città più grandi, Vasto 27%, Chieti 32%, Ortona 33%, Lanciano 33%, Casoli 32%.

Un discorso a parte merita Francavilla al Mare, ferma al 23%, un dato che risulta assai sottodimensionato rispetto al numero di abitanti e ciò nonostante i casi registrati abbiano rappresentato un’incidenza alta. Di qui la necessità di eseguire più tamponi. La maggior parte dei tamponi viene fatta a domicilio, a seguire compaiono i drive-in e infine i reparti ospedalieri, mentre la fascia di età più testata è stata quella tra 40 e 59 anni, seguita da 20-39 e solo in terza posizione quella tra 60-79 anni.

«I dati dimostrano che le nostre quattro postazioni drive-in coprono in modo soddisfacente le necessità della popolazione - aggiunge Schael -. La Asl sta facendo la propria parte al meglio delle proprie possibilità in termini di testing, tracciamento e assistenza, ma è evidente che non basta. Non posso rinunciare, perciò, ad appellarmi al senso di sobrietà e responsabilità dei cittadini, chiedendo anche ai Sindaci e alle Forze dell'ordine rigidi controlli nei luoghi di ritrovo, del passeggio e nei mercati. Vale per tutti, ma in special modo in quelle aree che fanno registrare una più massiccia presenza del virus, dove già in estate si erano registrati comportamenti non ispirati alla tutela della salute pubblica. Allo stesso modo invito i medici di medicina generale a richiedere tamponi per testare il maggior numero di persone, specie in quei Comuni dove ne sono stati fatti pochi, come Francavilla al Mare dove i test eseguiti sono ancora troppo pochi.

Non lasciamo gli asintomatici liberi di infettare altre persone, perché il rischio concreto è di ritrovarci fra qualche settimana con gli stessi numeri e la stessa angoscia che ci stiamo lasciando alle spalle. Di bare ne abbiamo viste già troppe».

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