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Il mercato, come sta cambiando ai giorni d’oggi

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Per le banche italiane il mercato è in continua evoluzione, dal momento cheda qualche settimana è in corso un ribaltamento del settore ad opera degli investitori internazionali.

Dimenticati infatti i dubbisugli Npl ormai in forte calo, attualmente il mercato sta riesaminando le prospettive delle banche affidandosi a un unico driver, ossia rialzo dei tassi di interesse già da fine 2018 con la necessaria inversione di tendenza della dinamica del margine d’interesse, che ancora oggi risulta essere la componente fondamentale del conto economico delle banche.

Prima di ogni altra cosa è fondamentale cercare di capire come e quanto il mercato abbia già cominciato a seguire questa direzione negli ultimi due mesi. Da inizio anno, nonostante la sbandata di Wall Street di inizio febbraio, l’indice FTSE Mib di Piazza Affari è in aumento di circa il 3,75% grazie in particolare al rally del settore del credito, come ha dato prova il rialzo del 10,78% dell’indice FTSE Italia banche. Allo stesso tempo l’indice settoriale europeo EurostoxxBanks è stato in rialzo solo del 3,55%.

Stando gli investitori, la prudenza usata nello stabilire determinati target consente di appoggiarsi a delle aspettative positive se i tassi fossero in grado di muoversi in anticipo al rialzo. Basti tenere presente che un eventuale incremento dell’1% dei tassi avrebbe una valenza per Intesa Sanpaolo di 1,6 miliardi in più di margine d’interesse. Per UniCredit la «sensitivity» al rialzo dell’1% dell’euribor è di circa 1,1 miliardi. Per BancoBpm gli analisti prevedono un beneficio di circa 300 milioni, mentre per Ubi Banca la previsione di aumento del margine d’interesse è di 207 milioni e per Bper di 90 milioni.

Se dovesse verificarsi un rialzo dei tassi nel corso dell’anno, e con molta più probabilità nel 2019, si potrebbe verificare una revisione al rialzo delle stime di utile atteso per le banche italiane. Questo in primisperchè i tassi, pur se in rialzo, rimarrebbero lo stesso su livelli modesti in termini assoluti, tenendointegro il potenziale di commissioni dal wealth management. Inoltre già dal 2018 gli accantonamenti a copertura di Npl e utpvivranno unasensibile riduzione sul conto economico: quasi tutte le principali banche domestiche, utilizzando la first time adoption dei principi contabili Ifrs9 già dal primo trimestre 2018, avranno le coperture dei crediti a rischio diminuendo i buffer patrimoniali in eccesso senza avere alcun impatto negativo sugli utili di fine anno.

Certo è che le incognite e i dubbi non lasciano il mercato finanziario, ma è evidente che le circostanze più particolari hanno trovato soluzione. La nuova regulation in arrivo (dall’addendum Bce a Basilea 4) potrebbe portare l’erosione di qualche punto di Cet1, ma la normativa sarà di certo molto più leggera rispetto al punto di partenza. Certo, l’entrata in vigore delle regole Mrel sulle passività assoggettabili a bail in sicuramente spingeranno ad un aumento del costo medio della raccolta. Ma la ripresa dell’economia, anche se modesta, accompagnata da tassi d’interesse in crescita sta dando vita ad uno scenario che favorisce il business bancario, in particolare se dovesse verificarsi pure un aumento dei volumi di credito erogato.

Su questo scenario propositivo, come appare pure dalle performance di Borsa da inizio anno, gli investitori istituzionali come BlackRock hanno già messo gli occhi. Ma anche hedge fund come Algebris di Davide Serra che, già qualchegiorno fa, ha deciso di competere con il magnate del settore Bridgewater che ha invece puntato tutto contro le banche italiane. Se vuoi sapere di più approfondisci su come investire in borsa.

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