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Fiom: “In Sevel manca la contrattazione. Nel 2016 auspichiamo una riapertura dei tavoli”

Turni di lavoro sempre più duri e mancanza di negoziazione con gli operai, le accuse di Fiom Cgil.

| di Martina Luciani
| Categoria: Attualità
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LANCIANO - Aumento di produttività e dei carichi di lavoro e, nello stesso tempo, riduzione delle pause, delle postazioni e diritti: questa è l’accusa che la Fiom-Cgil muove alla Sevel dopo un 2015 tanto straordinario quanto difficile.

“Quello che manca - afferma il segretario generale Fiom Cgil Chieti, Davide Labbrozzi - è il ruolo sociale dell’azienda. Le condizioni di lavoro vanno via via peggiorando, i carichi di lavoro sono sempre più duri mentre vediamo la produzione aumentare. La salute delle persone non può essere un optional”.

Il 2015, con 260 mila furgoni prodotti, è stato l’anno dei record, in cui si è raggiunto un aumento della produttività individuale del 20%. “Questi record però non si sono riversati sulla vita dei lavoratori. - commenta Antonio Teti, RSA Sevel - I turni di straordinario hanno causato problemi fiscali ed anche di salute a chi è stato costretto a farli, a causa di una politica che vuole aumentare la produzione, ma non vuole assumere. Come RSA Fiom staremo dalla parte dei lavoratori - prosegue Teti - e non chiederemo loro di fare i kamikaze, ma di sicuro ci opporremo alle scelte che non condividiamo”.

Le scelte che Fiom Cgil non condivide sono da riscontrarsi quasi tutte nelle norme previste dal nuovo CCLS (Contratto Collettivo di Lavoro Specifico), firmato e sottoscrivo dalle altre organizzazioni sindacali, ma non dalla Fiom.

In Sevel non c’è più contrattazione. - commenta il segretario regionale Fiom, Alfredo Fegatelli - Aumentano gli orari di lavoro, aumentano i volumi, ma per i lavoratori non si arriva mai a un premio. Nonostante tutti gli sforzi, sembrano non raggiungersi mai quegli standard che permetterebbero una gratificazione per gli operai”.

Ciò che alla Fiom Cgil non va giù è proprio questo rapporto inversamente proporzionale tra aumento della produzione e diminuzione della parte sociale dell’azienda che, secondo i vertici sindacali, potrebbe mettere a rischio la produttività futura.

“Per quanto ancora la Sevel vorrà continuare ad escludere la Fiom dalle trattative? - si chiede il coordinatore nazionale Fiat - auto per la Fiom, Michele De Palma - Noi siamo ben felici di questi volumi e sappiamo bene che Atessa e Melfi sono gli stabilimenti che vantano i numeri migliori. Ma per il 2016 ci auguriamo la riapertura di un canale di negoziazione con i lavoratori in cui l’azienda non si ponga al di sopra delle parti riferendo soltanto decisioni già prese, ma che possa decidere di concerto con chi lavora”.

Martina Luciani

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