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Nell'hospice Alba Chiara la prima esperienza in Italia di un orto terapeutico

La cura di pomodori, fragole, cocomeri ed erbe aromatiche al fianco delle cure palliative più all'avanguardia.

| di Martina Luciani
| Categoria: Attualità
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LANCIANO - L’ortoterapia come metafora e parallelismo con il prendersi cura della persona e della rete che la circonda. E’ un po’ da qui che parte il progetto del nuovo orto terapeutico presentato questa mattina nell’hospice Alba Chiara di Lanciano.

500 metri quadrati creati e curati allo scopo di fornire un’attività per la terapia occupazionale dei pazienti presi in carico dalla struttura, un progetto che, insieme agli appuntamenti di Albachiarailvenerdì, cercano di scardinare pregiudizi e quell’aura di negatività che aleggia sull’hospice.
Ci sono pomodori, melanzane, zucchine, cetrioli, peperoni, fagioli, zucche, cocomeri, fragole, peperoncini, piante officinale ed erbe aromatiche.

“Cerchiamo in ogni modo di far percepire l’hospice come un luogo in cui venire a vivere al meglio il tempo che abbiamo ancora a disposizione, e non un luogo di morte - ha sottolineato il direttore della struttura il dottor Pier Paolo Carinci - e l’orto terapeutico, prima esperienza in Italia, nasce con quest’obiettivo e con l’idea di poter affiancare tutto il sistema di cure palliative già esistente”.

“Fare un orto è semplice, ma prendersene cura è difficile - ha commentato Marina Paolucci, l’agronomo che si occupa del progetto - ma ho subito accettato di buttarmi in questa avventura perché è importante prendersi cura di un posto come questo che, di solito, si prende cura di noi”.

E la volontà di far diventare questa struttura più aperta e partecipata è condivisa dagli stessi amministratori che riconoscono l’eccellenza del lavoro svolto.

“Il dottor Carinci lavora silenziosamente per dare a questo luogo un grande spessore morale e professionale - ha detto il sindaco Mario Pupillo - e mi sento molto onorato di rappresentare questa città che, per prima, ha mostrato sensibilità nei confronti di un tema così delicato e anche doloroso”.
“Sono questi i progetti che spostano più su l’asticella dell’assistenza - ha affermato l’assessore alla sanità Silvio Paolucci - e che dimostrano come le eccellenze si spostino al di fuori del presidio ospedaliero in favore della territorialità”.

Un’altra occasione per vedere Alba Chiara, che tra qualche giorno festeggerà i suoi 4 anni, come un punto di incontro, un vero punto di forza per il nostro territorio che dimostra come, dopo la notte, ci sia sempre una nuova alba.

Martina Luciani

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