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Sangritana: Camillo D'Alessandro risponde alle accuse di Valente, Di Stefano e Piccone

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LANCIANO - Prosegue il botta e risposta tra le forze politiche di Lanciano, e non solo, sulla questione Sangritana e sulla fusione ed accorpamento che, il prossimo 9 dicembre,  dovrebbe portarla, insieme alla GTM a sottostare all’Arpa.

“Questo è un progetto che non ci piace - ha affermato Pino Valente - che non ha i numeri per andare avanti e che sta procedendo senza discussione, riflessione e coinvolgimento dei territori”. Il responsabile di Progetto Lanciano accusa l’attuale Giunta Regionale di non rispettare gli impegni presi in campagna elettorale, la stessa a cui aveva partecipato anche lui.
“Nessuno viene qui a spiegarci cosa sta succedendo, nessuno vuole metterci la faccia - ha proseguito Valente - e ciò che chiediamo è una scissione tra ferro e gomme, in cui la Sagritana mantenga il suo ruolo predominante”.

Ma la risposta dalla Regione Abruzzo non si è fatta attendere. “Sulla società unica dei trasporti c'è una strana alleanza che in questi giorni va emergendo, che va dal Vice Sindaco di Lanciano Pino Valente all’onorevole Fabrizio Di Stefano passando per l’onorevole Filippo Piccone”. E’ quanto ha affermato il consigliere regionale del PD Camillo D’Alessandro. “Tutti che si occupano della società unica dei trasporti con argomentazioni diverse – continua D’Alessandro – ma tutti accomunati  dal risveglio improvviso, che assomiglia molto ad una sorta di obolo per la propria esistenza in vita dopo il lungo sonno che li ha investiti sulla materia da molti anni. La legge sulla società unica dei trasporti già c'è ed è stata approvata nel 2012. Significa che il nuovo ente potrebbe nascere domani, con la sola esclusione del ferro. Dopo quell’approvazione, però, proprio da Sangritana partì l'iniziativa per includere anche il ramo ferro, perché l'esclusione avrebbe comportato gravi problemi di sostenibilità economica. Noi oggi non facciamo altro che includere nella società unica anche il ferro, proprio per garantire il futuro a tre società che, divise tra di loro, non hanno alcuna prospettiva di sopravvivenza”.

E D’Alessandro punta l’indice soprattutto su Di Stefano e Piccone, che accusa di “non conoscere il contenuto di due decreti che, quando approvati, devasteranno il sistema dei trasporti pubblici locali e faranno saltare le nostre tre società. E’ quindi ingiusto parlare di salvataggio di qualcuno, in questo caso l’Arpa, a danno di qualcun altro, vale a dire la Sangritana. Il primo decreto, che porta il nome del Vice Ministro alle  infrastrutture Nencini, accelera sulle gare, prevedendo per chi non le indice una penalità in termini di riduzione dei trasferimenti del dieci per cento. Lo stesso decreto prevede che le società che partecipano alla gara devono avere un patrimonio netto pari alemno al venti per cento dell'importo di gara. Il secondo decreto, invece, prevede la determinazione e l'applicazione dei costi standard ai trasporti pubblici locali, fissando i trasferimenti in base a questi. Tutte e tre le società, in primis la Sangritana, salterebbe in caso di applicazione dei costi standard. Se vogliamo garantire il futuro al trasporto pubblico locale e soprattutto ai lavoratori, non possiamo giocare sulla loro pelle. Questa è la verità e noi non consentiremo lo sfascio di realtà che sono patrimonio di tutti gli abruzzesi”. 

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