La Società Sportiva Virtus Lanciano 1924, comunemente conosciuta come Virtus Lanciano, è stata una storica squadra di calcio italiana con sede a Lanciano, in provincia di Chieti. Come per molte squadre di piccole realtà e di categorie inferiori, anche il Lanciano nella sua storia ha subito più bassi che alti tra fallimenti, rifondazioni e fusioni, ma anche grandi risultati come l'approdo in Serie B, il risultato più prestigioso nella storia del club, ottenuto per la prima volta grazie alla vittoria nei play-off promozione del campionato di Lega Pro Prima Divisione 2011-2012. Nelle quattro stagioni successive milita in Serie B ottenendo come miglior piazzamento un decimo posto nella 2013-2014. Con queste presenze, si è affermata come la seconda squadra abruzzese con più partecipazioni in Serie B, dopo il Pescara, il club più importante d’Abruzzo.
Le origini
La prima squadra di calcio documentata nella storia di Lanciano è la Polisportiva Virtus Lanciano, fondata il 7 marzo 1920 grazie all'iniziativa di un gruppo di soci. Inizialmente, il club includeva praticanti di diverse discipline sportive, ma con il tempo si specializzò nel calcio. Nel 1924 assunse il nome di Unione Sportiva Virtus Lanciano e già verso la fine degli anni '20 partecipò ai primi campionati interregionali.
Tra il 1928 e il 1930, la squadra si impose come una delle principali realtà sportive della regione. Nella stagione 1929-1930, fu l’unico club abruzzese a competere in tornei interregionali. Il campionato di Prima Divisione 1929-1930, all’epoca il terzo livello del calcio italiano, la società non riuscì a concluderlo a causa di difficoltà finanziarie. A seguito di queste problematiche, il club venne escluso dai ruoli federali.
Negli anni ’30, diversi tentativi furono fatti per raccogliere l’eredità della Virtus, ma con scarso successo. Solo nella seconda metà del decennio, sotto la presidenza di Alberto D'Alessandro e la guida tecnica di Giuseppe Baccilieri, la squadra riuscì a conquistare l’accesso alla Serie C, istituita nel 1935 come terzo livello del calcio italiano.
Durante il campionato 1940-1941, la società formò una compagine ambiziosa, rinforzando il gruppo vincitore della stagione precedente con giocatori provenienti da club piemontesi e liguri.
La squadra allenata da Enrico Migliavacca si disgregò nel corso della competizione, a causa anche delle difficoltà legate alle vicende belliche che gravavano sull’Italia. Molti giocatori lasciarono Lanciano, incluso l’allenatore, e la stagione venne portata a termine utilizzando i giovani calciatori locali.
Rinascita e nuovo fallimento
La Virtus rinacque per la terza volta nella stagione 1946-1947, sotto la guida del presidente Alberto Giovannelli. Con Giuseppe Baccilieri nuovamente in panchina, la squadra riuscì a conquistare il campionato di Prima Divisione, allora collocato al quarto livello del calcio italiano e caratterizzato da una dimensione prevalentemente regionale. Questo successo consentì ai rossoneri di ottenere la promozione in Serie C.
Tuttavia, la permanenza nel terzo livello del calcio italiano fu breve, limitandosi alla sola stagione 1947-1948, periodo in cui il torneo era suddiviso in tre leghe indipendenti, con circa 300 squadre partecipanti complessivamente. A causa della ristrutturazione dei campionati, solo le prime due classificate di ogni lega riuscirono a mantenere la categoria.
I rossoneri tornano in IV Serie al termine del campionato di Promozione regionale 1955-1956, dominato con un buon margine rispetto alle principali rivali dell'epoca. Nonostante ciò, la fine degli anni '50 segna un periodo di difficoltà per il club rossonero, culminato nel 1959 con la retrocessione e il conseguente fallimento, anno in cui la Virtus cessò di esistere.
Fusione con il Borgo
A partire dal campionato 1959-1960, grazie alla fusione con un'altra squadra cittadina, il Borgo, prende vita la Pro Lanciano. Per alcuni anni, il nuovo club mantiene i colori sociali giallo e azzurro ereditati dal Borgo, ispirati allo stemma della città , ma nel campionato 1962-1963, la squadra torna a indossare esclusivamente le maglie rossonere a strisce verticali, simbolo distintivo della Virtus Lanciano sin dai suoi esordi.
La Pro Lanciano partecipa per diversi anni al torneo di Prima Categoria, competizione regionale che rappresenta il quinto livello del calcio italiano. La rosa è composta principalmente da giocatori locali, integrati con atleti di origine abruzzese.
Nella stagione 1963-1964, il club sfiora la promozione in Serie D che arriverà nella stagione 1967-1968. Negli anni successivi, la Pro Lanciano prende parte con discreto successo ai diversi campionati di Serie D, riuscendo costantemente a ottenere la salvezza.
Lotta per la Serie C
Negli anni ’70, la Pro Lanciano tenta più volte di raggiungere la Serie C unica, all'epoca il terzo livello del calcio italiano, dove aveva militato l'ultima volta subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Leonardo Petruzzi, presidente nella stagione 1972-1973, si impegna con determinazione per la promozione, assemblando una squadra rinforzata con giocatori di categoria superiore, alcuni dei quali provenienti dalla Serie B.
Durante quel periodo, la Pro Lanciano si misura per la promozione con alcune delle principali squadre abruzzesi e delle regioni limitrofe. Ad esempio, nel campionato 1972-1973 si piazza al terzo posto in classifica, alle spalle di Pescara e Teramo.
Negli anni successivi, sotto la presidenza di Luciano Pozzolini, i rossoneri sfiorano la Serie C nel 1974-1975 e 1975-1976 finendo secondi dietro il Campobasso, e nel campionato successivo vengono battuti dal Matera. Dopo questi insuccessi nella corsa alla promozione, il club cambia proprietà con Ezio Angelucci. A seguito di ciò, le ambizioni della società vengono ridimensionate, pur mantenendo una buona competitività .
Nel frattempo, cambia il nome della società . Dalla stagione 1976-1977 non è più denominata Unione Sportiva Pro Lanciano, ma Unione Sportiva Lanciano. L'anno successivo diventa Associazione Calcio Lanciano. Nonostante la modifica ufficiale del nome, l'appellativo "Pro Lanciano" continuerà ad essere usato comunemente tra sportivi e tifosi lancianesi per molto tempo.
Anni 80, 90 e 2000
Con la riforma della Serie C il Lanciano viene annesso al terzo livello del calcio italiano. Nei primi anni in Serie C2, il Lanciano ottiene risultati positivi e negativi tra cui una retrocessione in interregionale nel 1982-1983 e una nuova promozione in C2 nel 1985-1986.
Nel 1991-1992 la squadra termina la sua permanenza in Serie C2 con il fallimento e retrocessione, senza pero iscriversi al campionato di competenza.
Rinata con il nome di Lanciano 90, il calcio cittadino rinasce con il ritorno di Angelucci alla guida della società . Rinominata Società Sportiva Lanciano ottiene ottimi risultati, tra cui la vittoria del campionato di Eccellenza, la Coppa Italia Dilettanti d’Abruzzo e lo Scudetto Dilettanti.
Gli anni duemila sono caratterizzati da ottimi risultati in Serie C1 con salvezza ampiamente conquistate e partecipazioni ai playoff per la Serie B, ma anche da un nuovo fallimento nel 2008.
Serie B e scomparsa
Nel corso della stagione 2011-2012, nonostante investimenti su giovani calciatori, la squadra si conferma competitiva nelle posizioni di alta classifica, concludendo la stagione al quarto posto e guadagnandosi l'accesso ai play-off promozione, rispettando le previsioni delle piurecenti quote sulle scommesse live.
In semifinale, i rossoneri affrontano e superano il Siracusa, superandolo grazie a una vittoria casalinga per 1-0 e a un pareggio esterno per 2-2. La finale mette la Virtus Lanciano di fronte al Trapani. All’andata, la sfida termina in parità per 1-1, nel ritorno, con una straordinaria rimonta vincono per 3-1.
Con questo storico successo, la Virtus Lanciano ottiene, per la prima volta in 88 anni di storia, la promozione in Serie B, dove ci resterà per le successive quattro stagioni sfiorando anche i playoff per la Serie A. Nella stagione 2015-2016, complice anche una penalizzazione di 4 punti, retrocede di nuovo il Lega Pro, e il 6 luglio 2016 la società annuncia l’impossibilità di iscriversi al campionato per problemi finanziari e smette di esistere.
Possibili eredi
Con la conclusione dell'avventura professionistica della Virtus Lanciano, diversi club hanno provato a raccogliere l'eredità sportiva frentana, ma senza alcun collegamento diretto con la realtà virtussina o le precedenti società calcistiche rossonere.
Durante la stagione 2016-2017, la Marcianese, squadra di una contrada di Lanciano che militava nel campionato di Prima Categoria abruzzese, in collaborazione con l'associazione Lanciano Rossonera, costituita nell'agosto 2016 da cittadini desiderosi di mantenere vivo il nome di Lanciano nel calcio, ha scelto di utilizzare lo storico stadio Biondi come impianto casalingo, e annunciando di voler assumere il nome Lanciano 1920.
Il 19 giugno 2017, Fabio De Vincentiis assume la presidenza dell'Associazione Sportiva Dilettantistica 1920 Lanciano Calcio e formalizza l'iscrizione della squadra al campionato regionale di Prima Categoria. In tale occasione, Mario Giancristofaro viene nominato presidente onorario, mentre il club adotta nuovamente i suoi storici colori sociali, rosso e nero. Nel 2019, la squadra conquista la promozione al campionato regionale di Eccellenza.
Negli anni successivi, a causa di un cambio di proprietà , il Lanciano, noto anche come "ex Marcianese", attraversa una fase di crisi segnata da un peggioramento dei risultati sportivi. La società è costretta ad abbandonare lo stadio Biondi e a fronteggiare il disimpegno progressivo della tifoseria.
Nel 2023 si assiste al trasferimento in città del Miglianico, che, sotto la denominazione provvisoria Miglianico-Lanciano, vince il proprio girone di Promozione e ottiene la promozione in Eccellenza, riscuotendo inoltre un ampio sostegno da parte della tifoseria frentana. Nel 2024, il club adotta ufficialmente la nuova ragione sociale S.S.D. Città di Lanciano Football Club.
