Cerimonie sentite, commosse e allo stesso tempo indignate per la barbarie e il tentativo di cancellarne la memoria per troppi decenni. Un pensiero alla barbarie di ottantuno anni fa e alle violenze, alle vite strappate oggi di tante, troppe donne. Cupello, Casalbordino e Monteodorisio in questo fine settimana, San Salvo e altri comuni nei prossimi giorni e settimane.
Il Comitato 10 febbraio, di cui in provincia di Chieti è commissario Andreana Colangelo, si sta impegnando per partecipare alla mobilitazione nazionale in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Norma Cossetto. Una rosa deposta nelle varie piazze per ricordare la ragazza violentata, infoibata e uccisa.
Norma Cossetto, una studentessa universitaria, laureanda in Lettere e Filosofia presso l’Università di Padova, fu violentata, infoibata e uccisa dai partigiani titini la notte tra il 4 e il 5 ottobre del 1943, 81 anni fa.
Rinchiusa nelle carceri di Parenzo, fu legata ad un tavolo e violentata ripetutamente da diciassette aguzzini.
Una donna che abitava li vicino la sentiva implorare pietà, chiedere acqua, invocare la mamma. Condannata a morte dal locale “tribunale del popolo”, fu condotta fino all’orlo della foiba di Surani, dove fu nuovamente violentata, le furono recisi i seni, spezzate braccia e gambe e fu sottoposta ad ulteriori orrori prima di essere infoibata.
Anni dopo, su indicazione del Prof. Marchesi, a Norma fu conferita la laurea Honoris Causa dall’Università di Padova.
Il Presidente Ciampi le conferì la Medaglia d’Oro al Merito Civile.
“Con queste brevi manifestazioni stiamo omaggiando Norma Cossetto per ricordare tutte le donne vittime di femminicidio e tutte le donne che ogni giorno subiscono violenze all’interno delle proprie mura domestiche e in guerra. Norma è testimonianza dell’odio e della violenza politica – ha dichiarato Andreana Colangelo, Commissario Comitato 10 Febbraio Provincia di Chieti. - Troppe sono le pagine che sono state strappate dal libro della storia, è nostro dovere dunque preservare il ricordo di tali crimini, affinché questi non si verifichino mai più. Rinnovare la memoria dei Martiri delle foibe e degli Esuli è un dovere, trasmetterla alle nuove generazioni è un obbligo morale”.