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Lanciano in Eccellenza, come "funziona" la categoria

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Il Lanciano quest'anno ha un sogno: quello di abbandonare l'Eccellenza, ossia la 5a divisione del campionato di calcio, e di riabbracciare la Serie D. Secondo gli addetti ai lavori, chi si interessa di statistiche e pronostici sul calcio, coloro che conoscono tutti gli aspetti dei siti di scommesse, questa possibilità è piuttosto concreta. Quando parliamo di Eccellenza, parliamo della seconda serie dilettantistica per importanza, mentre a livello regionale si tratta della manifestazione più elevata tra tutte. Il campionato d'Eccellenza viene messo in piedi dai Comitati Regionali della Lega Nazionale Dilettanti, ma effettivamente come funziona? Innanzitutto è stato istituito a partire dalla stagione 1991-1992 e, trattandosi del campionato di livello più alto dal punto di vista regionale, gli attributi dei diversi campionati non risultano essere perfettamente omogenee nel nostro paese. 

Ad esempio, a tal proposito, può essere diverso sia il numero di squadre che partecipano sia il numero delle squadre che al termine della stagione retrocedono. In tutto i gironi nel campionato d'Eccellenza sono 28, mentre le squadre partecipanti complessivamente sono 465. Ogni regione ha un numero diverso di gironi, ad esempio, mentre ce ne sono alcune con uno ed altre con due, la Lombardia ne conta ben tre. Il discorso è totalmente diverso per la Valle d'Aosta, che, non disponendo di nessun girone, vede le sue squadre unirsi ai gironi piemontesi. Infatti, il numero di compagini valdostane non è sufficiente per istituire un comitato regionale. Per quanto concerne la promozione, ogni anno in Serie D si qualificano ben 36 squadre, che vengono distribuite in questa maniera: le 28 vincitrici dei rispettivi gironi, le 7 squadre che hanno la meglio nei play-off nazionali e la detentrice della Coppa Italia Dilettanti. 

Per quanto concerne i playoff per accedere in Serie D, questi ultimi sono stati ufficialmente inaugurati nella stagione 1993-94 e riguardano le seconde classificate dei 28 gironi. Gli accoppiamenti in questo senso vengono effettuati dalla Lega Nazionale Dilettanti, che porta avanti un sorteggio per ogni area: 10 compagini del Nord, 10 del Centro ed 8 del Sud. Per fare tutto questo, le formazioni dell'Emilia-Romagna vengono attribuite alla sezione che ha a che vedere con il Centro della Penisola. Le 28 seconde classificate si affrontano nel primo turno in match di andata e ritorno, mentre è sempre il sorteggio a decretare chi gioca prima in casa e chi in trasferta. 

Le 14 squadre che conquistano la qualificazione si affrontano nel turno successivo, da cui, sempre dopo sfide di andata e ritorno, escono le 7 compagini promosse in Serie D. Nell’eventualità in cui il doppio scontro complessivamente dovesse finire in parità, vigerebbe ancora il criterio dei gol in trasferta. Se dovesse verificarsi ancora una situazione di parità, si andrebbe prima ai supplementari e poi eventualmente ai calci di rigore. Dalla stagione 1993-1994, inoltre, è possibile accedere alla Serie D anche attraverso la vittoria della Coppa Italia Dilettanti, vinta lo scorso anno dalla Follonica Gavorrano. Il posto spetta alla vincitrice o, se la vincitrice ha già vinto il proprio campionato, alla finalista che è stata sconfitta. Per quanto concerne la retrocessione, solitamente retrocedono le ultime tre della classe. Tuttavia, nella gran parte delle regioni è stato introdotto il play-out, che prevede la retrocessione dell'ultima classificata e lo scontro tra le altre quattro piazzate peggio.

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