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Diritti e Rovesci: questa mattina il workshop finale

L'emozionante testimonianza del magistrato Mirella Agliastro

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LANCIANO - Si è concluso con successo questa mattina il progetto Diritti e Rovesci, promosso dall'assessorato alle Politiche Sociali di Lanciano.
E questa mattina, presso il Polo Museale Santo Spirito, i ragazzi delle scuole superiori di Lanciano hanno potuto ascoltare, ma nello stesso tempo essere parte attiva del workshop "Fai strike con la legalità: esperienze a confronto", evento inserito tra le celebrazioni per il 71esimo anniversario della rivolta lancianese degli eroi ottobrini.

Ad intervenire, oltre all'assessore Dora Bendotti e ad i rappresentanti delle associazioni che hanno partecipato al progetto, sono stati presenti il procuratore capo presso la Procura della Repubblica di Lanciano Francesco Menditto e Mirella Agliastro, sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Palermo e collaboratrice della Commissione Antimafia.

I ragazzi hanno avuto l'occasione di confrontarsi con esperienze importanti ed interessanti sul mondo della legalità e della giustizia, attraverso esempi pratici di chi vive ogni giorno a stretto contatto con certe tematiche.
La dott.ssa Agliastro ha parlato diffusamente di diritti fondamentali dell'uomo. Dell'importanza del rispetto e della salvaguardia di tutti i diritti umani. E nel parlare di femminicidio o dei tanti migranti che scelgono proprio la sua terra per cercare un futuro migliore, ha sottolineato la necessità della parità di questi diritti.

"L’onestà costa. Il segreto è fare gruppo, far circolare le idee: opporsi all’illegalità non è un discorso da fare da soli. Se si hanno dietro tante persone, i malviventi ci pensano due volte a colpirti" ha detto la Agliastro ai ragazzi. E a chi le chiede com'è vivere sotto scorta, risponde "dico sempre che ho una famiglia numerosa, non ha senso dire: “che scocciatura, adesso non sono più libera”, perché ho scelto di fare questo mestiere e credo in quel che faccio". E vive così, con dei "ragazzi" che la accompagnano in ogni suo spostamento, dal 1996, quando diede l'ergastolo a Giovanni Brusca.

"Non mi crederete, ma non ho mai avuto paura - ha detto ai giovani il magistrato di Palermo - e ne ho ricevute di minacce. Ma avevo nel sangue questo lavoro e quando hai un obiettivo, non ha senso farti mettere ostacoli dalla paura. Il momento più difficile nella mia carriera è stata senz’altro la morte del giudice Borsellino, a cui ero molto legata. Oggi continuo a fare il giudice anche per lui. E se anche solo uno di voi fosse preso dall’entusiasmo di fare il nostro durissimo mestiere, non avremmo seminato invano". Ed è questo uno dei messaggi più importanti che la Agliastro ha voluto portare questa mattina a Lanciano, non solo ai più giovani, ma anche agli educatori. "Quello che avremo seminato, troveremo domani", ha sottolineato più volte.

Anche il procuratore capo di Lanciano, Francesco Menditto, si è rivolto direttamente ai ragazzi per parlare di legalità senza mezzi termini. "Se accettate la strada della sopraffazione o della sua accettazione, non sarete più liberi, non riuscirete più a guardarvi in faccia e avrete perso la dignità", ha ammonito i ragazzi il procuratore capo.


"Sono felice di questa manifestazione in un momento in cui assistiamo a una deriva verso l’illegalità, acuita dalla crisi economica che facilita comportamenti non legali", ha detto in apertura il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, "questa amministrazione ha intitolato la sala consiliare a Falcone e Borsellino perché in ogni occasione vogliamo ricordare questi due grandi eroi della giustizia e della difesa dello Stato. Un ringraziamento va a tutte le forze dell’ordine presenti e che giornalmente combattono l’illegalità".
"È stato un percorso all’insegna della legalità e del rispetto delle regole, rivolto non solo ai ragazzi ma anche agli adulti che devono dare il buon esempio", ha sottolineato l’assessore Dora Bendotti, "spero che un piccolo germoglio sia stato piantato negli uomini e nelle donne di domani".

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