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Polis Frentana: Le idee per la città

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Si è tenuta ieri pomeriggio presso l’Hotel Excelsior la prima conferenza pubblica della neonata associazione Polis Frentana. In una gremita sala conferenze l’architetto Mauro Santacroce e l’avvocato Gianni Cuniberti hanno illustrato ai presenti i motivi che hanno portato alla nascita di polis frentana e quali sono i fini che essa persegue. Diverse le idee e le proposte messe in campo dal sodalizio per migliorare la città, cercando di restituirle quel ruolo di rilievo che storicamente essa ha sempre ricoperto e, per  cercare di risolvere tutte le reali problematiche di cui oggi soffre. Tra gli spunti più interessanti la creazione di un nuovo statuto cittadino (l’ultimo risale al 1991) che preveda tra le altre cose, la tutela e valorizzazione di alcune zone simbolo della città frentana come, la Cattedrale della Madonna del Ponte, il Complesso Monumentale del Miracolo Eucaristico, l’Auditorium Diocleziano, le Torri Montanare ed il Polo Museale Santo Spirito. Fondamentale inoltre deve essere la presenza di un’ università cittadina visto che la stragrande maggioranza dei giovani lancianese lascia la città per gli studi senza poi farvi ritorno. Di rilievo per Polis Frentana è però anche il concetto di “democrazia partecipata” infatti come ribadisce il coordinatore Santacroce “Abbiamo intenzione di realizzare delle assemblee pubbliche aperte alla partecipazione ma soprattutto ai consigli dei cittadini che vorranno confrontarsi lealmente su tutti i temi possibili ”.  Altre proposte sono l’istituzione di consigli di quartiere considerati importanti per meglio amministrare i singoli rioni cittadini, la creazione di un ente unico per il sostegno a tutti gli eventi culturali frentani e la realizzazione di spazi adatti alle stesse. A tal proposito è stata lanciata un’idea per rendere più fruibile la zona compresa tra corso Trento e Trieste e Villa delle Rose  riaprendo al traffico l’asse cittadino più importante anche attraverso la trasformazione ed il recupero di alcuni importanti spazi verdi, oggi degradati e abbandonati come  quello dell’ippodromo.

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