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La Fiera e il Culto di San Biagio

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Lunedì 3 febbraio la parrocchia di Sant'Agostino e la confraternita di Maria SS. dei Raccomandati in collaborazione con l'associazione culturale Amici di Lancianovecchia e la pro loco Lanciano, organizzano la terza edizione della "Fiera di San Biagio" una manifestazione rievocativa a carattere storico-religioso. L’evento avrà inizio fin dalla mattina presso l’omonima chiesa, la più antica della città, dove si svolgerà l’antico rito dell’unzione della gola mentre per tutta la giornata fino a sera, l’antistante Piazza dei Frentani ospiterà una piccola fiera con l’esposizione e vendita di prodotti tipici dell’enogastronoma e dell’artigianato locale e, nel rispetto della tradizione verranno offerti i panicelli e le candele benedette. Il culto di San Biagio è uno dei più sentiti e radicati nella nostra città e la sua storia millenaria è molto suggestiva: egli fu vescovo di Sebaste in Armenia ed il suo martirio avvenne probabilmente sotto l’imperatore Licinio (307-323 d.C.) l’agiografia cristiana racconta come fosse in possesso di numerose facoltà miracolose come quella di parlare con le bestie ma, celebri furono anche le sue capacità di taumaturgo: infatti l’episodio più famoso legato alla figura del santo è senza dubbio quello della guarigione di un bimbo, condannato a morire per una spina di pesce rimasta conficcata nella sua gola, ma diversi sono i miracoli attribuiti a questo santo e, a Lanciano come in tutta i paesi dell’Europa occidentale egli viene ricordato il 3 febbraio dopo la festa della Candelora. La consuetudine di festeggiarlo dopo la Candelora è legata ad un altro esempio di devozione verso il santo: si narra infatti che una donna si rivolse al beato di Sebaste per riavere indietro il suo maialino portatole via dal lupo e riavutolo promise a Biagio di offrire una candela nella chiesa costruita in suo nome

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