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Quale Futuro per il nostro Patrimonio Culturale ?

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Conoscere, valorizzare ma soprattutto conservare il nostro patrimonio storico-artistico. Questo uno dei numerosi spunti emersi oggi dall’incontro che l’associazione “Ai Cappuccini” ha voluto dedicare, nella significativa cornice del convento di San Bartolomeo alla cultura di casa nostra. “I Beni Culturali a Lanciano: Presenze e Prospettive” questo il  titolo della conferenza, che nell’intento del prof. Spoltore presidente del sodalizio ha come scopo quello di “conoscere e tutelare lo sterminato patrimonio non solo artistico che la nostra città ma in particolare il nostro quartiere possiede” Un capitale importante quello della cultura, il petrolio d’Italia come qualcuno ama definirla. A dare maggior rilievo alla serata la presenza della dott.ssa Lucia Arbace  Soprintendente Bsae per l’Abruzzo che ribadendo il suo attaccamento verso Lanciano ha voluto però affermare che ”nonostante questa sia senz’altro un’autentica citta d’arte debba assolutamente crearsi dei percorsi e dei servizi fondamentali per valorizzare e far conoscere al turista, adesso solo di transito, non solo il Miracolo Eucaristico ma anche le tante emergenze architettoniche e i mille angoli pieni di fascino che la città indubbiamente possiede”. Sfruttare dunque la millenaria storia del nostro centro che non deve immaginarsi solo come una bella cartolina ma creare lavoro ed impresa per i giovani frentani, chiamati ad essere amanti e custodi della propria città. Interessante poi l’intervento della dott.ssa Ronzetti che grazie all’aiuto di alcune slide ha dimostrato come anche un quartiere apparentemente “nuovo” qual è la zona dei Cappuccini possa essere invece assolutamente ricco di opere dall’indiscusso valore artistico: dalla sede del celebre stabilimento Carabba, valido modello di archeologia industriale fino agli eleganti villini Sciarra, Sorge e D’Alessandro importanti esempi di Stile Liberty ed Eclettismo e quindi in linea con le famose correnti artistiche italiane a cavallo tra otto e novecento. Senza dimenticare appunto il complesso monastico di San Bartolomeo, fortunatamente riqualificato dopo anni di degrado. Svariate poi le iniziative che la soprintendenza intende realizzare per Lanciano, interessante tra le varie idee, quella di individuare un luogo per conservare la memoria storica e materiale di quella grande stagione dell’editoria frentana, un’ epoca straordinaria quella, che vide l’epopea e la fama delle famiglie Masciangelo e Carabba autentiche protagoniste dell’editoria italiana e dell’arte tipografica lancianese.

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