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Prezioso ritrovamento nella Torre di San Giovanni

| di Simone Cortese
| Categoria: Arte e cultura
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Il cantiere di restauro della Torre di San Giovanni, fortemente voluto e curato dall’associazione Amici di Lancianovecchia non smette di regalare sorprese: infatti dopo il ritrovamento, lo scorso aprile, di numerosi resti ceramici risalenti al 1300 viene ora fuori l’inusuale rinvenimento di un antico e preziosissimo paramento liturgico. L’indumento, posto ora al sicuro, si trovava arrotolato in una delle buche interne alla superficie muraria della torre, allo scopo di impedire l’accesso ai piccioni e gli altri uccelli presenti nei dintorni della torre. Appena ho avuto modo di vederlo mi sono subito reso conto dell’importanza e del valore storico-artistico del manufatto ed ho così deciso, di farlo esaminare dallo studioso Domenico Maria del Bello, incaricato dell’inventario e catalogo del patrimonio artistico della Diocesi il quale ha potuto constatare che la casula misura 163 cm di altezza e 90 di larghezza ed è realizzata con un telo unico piegato e con due lembi cuciti giustapposti (integrati sul retro con elementi ricuciti) e foderati ed è decorata da una fascia sulla quale sono ricamate dodici figure, a formare una croce, incorniciate e intervallate da medaglioni con la lettera S e sulla quale sono applicati elementi in velluto di diversi colori con iscrizioni realizzate con un cordoncino. Degna di nota, nella lavorazione del tessuto, la presenza di un giglio araldico inserito all'interno di quello che parrebbe un monogramma. Per ora la datazione può essere fissata al XIV secolo, il che ne fa il più antico manufatto di questo genere conservato fino ai nostri giorni tra quelli del patrimonio artistico diocesano, anche se occorrerà certamente un ulteriore approfondimento da parte di esperti in opere tessili di quello specifico periodo. “E’ certamente straordinario” ha affermato del Bello “lo stato di conservazione del manufatto per il quale sarà urgente intervenire con un appropriato restauro e garantirne la conservazione mediante una teca appositamente climatizzata”. In attesa quindi di approfondire la storia e l’origine di questo piccolo tesoro, Lanciano si arricchisce di un ‘altra magnifica ed inaspettata opera d’arte.

Simone Cortese

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