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Feste 2014, con "la paratura" Lanciano si veste di luce

Luminarie di altissimo livello a costi contenuti. Stefano Angelucci Marino ci racconta come.

Redazione
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“La paratura” è uno dei simboli delle Feste di Settembre, osannata e al tempo stesso criticata. Da sempre infatti le luminarie dividono il parere dei lancianesi in chi la ama e chi la odia, con la motivazione dei “troppi soldi sprecati”.

Stefano Angelucci Marino, direttore artistico delle Feste degli ultimi tre anni, ha voluto spiegarci il suo punto di vista attraverso i retroscena che ci sono dietro l’organizzazione dell’evento più importante dell’anno per la città di Lanciano.

Anche quest’anno ad occuparsi delle luminarie sarà la Paulicelli International, la ditta pugliese guidata da don Peppe Paulicelli. “Don Peppe – ci racconta Stefano Angelucci – è molto legato a Lanciano. Conserva un ricordo speciale della nostra città perché da bambino spesso veniva con suo padre proprio a Lanciano. Mi ricordavo di questa storia – continua il direttore artistico - e tre anni fa quando ebbi l’incarico di organizzare le Feste di Settembre andai a cercarlo. Da quel momento si è instaurato un legame bellissimo, di profonda stima, grazie al quale Don Peppe ci fornisce le sue splendide luminarie ad un prezzo vicino al rimborso spese.”

Lanciano anche quest’anno si metterà il vestito delle Feste, un vestito fatto di luce, che conta 30 archi su Corso Trento e Trieste, 2 spalliere in Piazza Plebiscito, 24 pali isolati in Piazza Garibaldi, 12 su Corso Roma, 12 su Via dei Frentani e l’addobbo nella zona della Stazione.

“Dovendola pagare per quello che vale realmente non ce la saremmo mai potuta permettere. È una paratura di livello altissimo, che in questo periodo di crisi testimonia come i risultati si possono ottenere anche senza investimenti esorbitanti, ma lavorando con serietà e dando il giusto valore al rapporto con le persone.”

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