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Tra note e pensieri: intervista ad Andrea Mirò

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LANCIANO- Questo weekend in occasione del workshop e del concerto organizzato dall’Estate Musicale Frentana e da Pixie Promotion, abbiamo incontrato la cantautrice e musicista Andrea Mirò che ci ha concesso una piacevole intervista per far conoscere meglio ai lettori di Lancianonews la sua straordinaria personalità artistica.

Andrea per te si tratta di un ritorno a Lanciano dopo il concerto al Faro del settembre 2012: si è trattato di un “toccata  fuga” o in quell’occasione hai avuto il tempo di visitare la nostra città?

Allora i tempi furono piuttosto stretti ed ho avuto modo solo di dare una veloce occhiata al vostro centro storico, qui però torno molto volentieri perché è una cittadina ricca di luoghi interessanti e scorci particolari

Tu sei cantante, autrice, direttrice d’orchestra e polistrumentista: come è nata la passione per la musica ?

Probabilmente quest’interesse è sempre stato dentro di me e, se ripenso agli anni dell’infanzia lo considero un fatto piuttosto naturale visto che nella mia famiglia abbiamo sempre ascoltato ogni tipo di musica e che quando ero bambina i miei genitori compravano ed ascoltavano di tutto: dalle note dei grandi classici passando dal blues, al jazz fino ad arrivare ai i cantautori italiani di quegli anni come Battisti e De Andrè, di cui ricordo ancora le etichette colorate delle sue cassette.

Quali sono i riferimenti musicali a cui ti sei ispirata e ispiri tutt’ora ?

In realtà come per i generi musicali non ho dei riferimenti particolari e mi considero una vera e propria “onnivora” : amo molto questa grande diversità e nel mio percorso artistico guardo ad una musica libera da schemi e da situazioni particolari o precostituite. E’ chiaro poi che avendo fatto il conservatorio ho amato ed apprezzo tutt’ora i grandi compositori della scuola musicale italiana che, rappresentano un patrimonio straordinario ancora oggi fonte d’ispirazione per i cantautori di tutto il mondo.

A proposito di riferimenti musicali, nel novembre del 2006 hai partecipato ad un grande concerto tributo in memoria di Freddie Mercury, interpretando insieme ad Enrico (Ruggeri) il brano “Love of my life”. Ci racconti di quell’esperienza ?

Si quella è stata una serata davvero stupenda e “Love of my life” è uno dei  brani dei Queen che preferisco e che spesso amo riarrangiare con il pianoforte. Ricordo che in quel concerto c’era tantissima gente e poi con Enrico, che è un fan sfegatato di Mercury, venne fuori una gran bella esibizione con i ragazzi di Queenmania: un gruppo che sta avendo grande successo anche in Gran Bretagna. Poi Mercury è stato un’artista che ha raggiunto dei livelli che sono ancora inarrivabili e forse uno come lui non nascerà più.

Guardando invece ad oggi cosa pensi della scena musicale emergente italiana in particolare di quella abruzzese ?

Dico che nella vostra regione ma soprattutto qui a Lanciano la scena è piuttosto ricca e c’è un bel fermento musicale che manca in altre zone d’Italia. Seguo  con molto interesse e fin dai loro esordio i Management del Dolore Post-Operatorio, diventati ormai una realtà affermata anche a livello nazionale. Oggi poi con le nuove tecnologie è più facile rimanere collegati e confrontarsi con altre situazioni e, penso che una struttura qualificata qual è la vostra Cittadella della Musica possa rappresentare  il luogo ideale d’incontro e scambio tra tutte queste realtà emergenti.

Proprio con i Management hai condiviso il produttore Max Fusaroli con cui ora sta preparando il nuovo cd in uscita il prossimo autunno. Ci dà qualche anticipazione su questo nuovo lavoro ?

Posso dirti che questo nuovo disco rappresenta per me, come tutti i precedenti lavori un ulteriore passo avanti,un andare oltre verso nuovi obiettivi che guardano anche ad un cambiamento di sonorità e ad un ulteriore step verso la mia ricerca artistica e musicale.

Oltre al nuovo disco hai in programma altri progetti e collaborazioni ?

Lo scorso 28 aprile al Piccolo Teatro Grassi di Milano, abbiamo presentato in anteprima “L’ultimo giorno di sole” uno spettacolo teatrale con i testi inediti scritti da Giorgio Faletti prima di morire, riarrangiati e musicati da me e recitati da Chiara Buratti insieme ad altri artisti con la regia di Fausto Brizzi. Tra l’altro a questo progetto mi legano gli ultimi ricordi di Giorgio che era molto entusiasta dell’idea e, nonostante fosse negli States per curarsi, mi chiamava spesso per aggiornarci e confrontarci sul da farsi. Purtroppo la malattia non gliene ha dato il tempo e resta tutt’ora il dispiacere per aver salutato troppo presto un artista straordinario ma soprattutto un grande amico.

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