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Il solenne rito dell’Ottavario per i defunti e le celebrazioni nella festività di Ognissanti

Le origini delle nostre più radicate tradizioni, che a volte dimentichiamo in un cassetto.

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La commemorazione dei defunti, che si celebra nel giorno segue la festa di Ognissanti, ovverosia il 2 novembre, è una ricorrenza della Chiesa cattolica che nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava tutti i morti, dapprima nelle settimane che precedevano la Santa Quaresima, poi a novembre. Entra ufficialmente tra le festività della Chiesa cattolica nel XIV secolo. Consuetudine vuole non solo la visita ai cimiteri per un fiore o una preghiera sulle tombe dei cari che non ci sono più, ma per i più volenterosi anche la partecipazione al solenne Ottavario per i defunti.

L’ottavario per i defunti è un’antica consuetudine che consiste nel suffragare, per otto giorni consecutivi, le anime del Purgatorio con preghiere, con la confessione, con la comunione e opere di carità.

Ma perché “ottavario”?

L’origine di tale pratica, come si legge dai testi del prof. Cosmo Tridente, è da attribuire a San Nicola da Tolentino, frate agostiniano vissuto nel XIII secolo.
Una notte pare che il frate si trovasse in un convento agostiniano presso Pesaro e mentre dormiva, in sogno sentì una voce che lo chiamava lamentandosi: “Frate Nicola, uomo di Dio, guardami. Sono frate Pellegrino da Osimo che da vivo hai conosciuto. Sono tormentato in questa fiamma. Dio, accettando la mia contrizione, non mi ha condannato alla pena eterna ma per sua misericordia alla pena del Purgatorio. Ti prego dunque umilmente di celebrare la Messa dei defunti per liberarmi da queste fiamme”.

Nicola però, poco convinto, gli rispose: “Ti aiuti, fratello, il mio Salvatore dal cui sangue sei stato salvato; ma io, sono incaricato di celebrare la Messa conventuale, soprattutto domani che è domenica, il cui rito liturgico si deve rispettare, non posso celebrare la Messa dei defunti”.
Ma frate Pellegrino non si arrese: “Vieni, venerando padre, vieni e considera se ti sembra conveniente respingere senza pietà l’appello di tanta misera gente che mi ha mandato”. E gli mostrò la pianura verso Pesaro piena di gente. Poi aggiunse: “Abbi pietà, Padre, di una moltitudine tanto misera che aspetta il tuo aiuto tanto utile. Infatti, se vorrai celebrare per noi, la maggior parte di noi sarà liberata da questi atroci tormenti”.

Risvegliatosi, Nicola cominciò a pregare, e poi chiese il permesso, concesso, al priore di celebrare per tutta la settimana la Messa per le anime del Purgatorio. Trascorsa quella settimana, frate Pellegrino gli apparve di nuovo, ringraziandolo per averlo sottratto dal Purgatorio e riferendogli che gran parte delle persone che aveva visto in sogno nella piana di Pesaro già godevano della gloria di Dio.

Nell’ottavario, la Chiesa raccomanda ai fedeli di pregare il Signore affinché ascolti la voce di chi invoca clemenza: De profundis clamavi ad te, Domine: Domine exaudi vocem meam, (salmo 129 ) o misericordia: Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam ( salmo 50).

Oggi il solenne Ottavario per i defunti viene celebrato dal 26 ottobre al 2 novembre, oppure dal 2 al 9 novembre, soprattutto dalle confraternite della morte, tra cui l’Arciconfraternita Morte e Orazione di Lanciano che, questa mattina, domenica 1 novembre, accompagnerà  e precederà con una processione, la santa Messa che si terrà presso il cimitero comunale officiata da SE Mons Emidio Cipollone.

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