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Memoria: una lapide in ricordo del Parco della Vita e del piccolo Tito Grauer

Venerdì 24 aprile la cerimonia presso piazzale Cuonzo.

| di Martina Luciani
| Categoria: Ambiente e territorio
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LANCIANO - Venerdì 24 aprile, lo SPI_CGIL di Chieti, in collaborazione con il comune di Lanciano, con l'ANPI e gli istituti Da Vinci e De Giorgio di Lanciano, depositerà una lapide ricordo nel "Parco della vita" di Lanciano, a piazzale Cuonzo, in ricordo del piccolo Tito Grauer.

Tito era nato a Lanciano, da Samuel Grauer, polacco, e Rosa Jordan. Risiedeva a Trieste ma, evidentemente, i tempi non erano favorevoli ad una permanenza vicino al confine. Per cui la famiglia Grauer si era spostata al sud, ed a Lanciano, nel 1942 era nato il secondogenito Tito. Nel novembre del 1943 Samuel Grauer con la moglie Rosa, il primogenito Marco, di tre anni e Tito, furono arrestati. Cominciò il loro calvario con la detenzione a Chieti, L'Aquila, in provincia di Firenze e Milano. Il 30 gennaio 1944 furono messi su un convoglio ferroviario ed il 6 febbraio giunsero ad Auschwitz.
I due fratellini furono uccisi lo stesso giorno dell'arrivo nel campo di sterminio, Marco avrebbe compiuto quattro anni dopo due giorni, Tito ne avrebbe compiuto solo due.

In Abruzzo c'erano campi di concentramento a Chieti, Città Sant'Angelo, Vasto marina, Lanciano, Tollo, Casoli, Lama dei Peligni, Nereto, Notaresco Civitella del Tronto (uno dei più grandi d’Italia), Tossicia, Corropoli, Tortoreto, Isola del Gran Sasso.

In tutta Italia, durante la seconda guerra mondiale, i campi erano 43, concentrati soprattutto in Italia centrale e in Abruzzo.

Simbolica è l'intestazione a questo bambino di due anni a fronte di migliaia di altri massacrati perché ebrei o di altre minoranze.

L'iniziativa del 24 aprile nasce dalla consapevolezza che simili barbarie hanno continuamente bisogno di essere ricordate alle future generazioni. Queste, purtroppo, non sono sempre state correttamente informate da una società distratta da altre problematiche importanti sì, ma secondarie di fronte al diritto alla vita.
 

Martina Luciani

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