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Il Festival del Peperone dolce di Altino: un prodotto che vale un'intera comunità

Al via domani la terza edizione del festival culinario con sfide, menù tipici e convegni a tema

La redazione
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ALTINO – Inizia domani con un convegno dal titolo “La valorizzazione del Peperone dolce di Altino e dei prodotti tradizionali della Val di Sangro” la terza edizione del Festival del peperone dolce di Altino Oasi di Serranella, organizzato dall’associazione del Peperone dolce di Altino Oasi di Serranella con il patrocinio della Regione Abruzzo, della Camera di Commercio di Chieti e dell’amministrazione comunale di Altino. Il palio culinario delle contrade si svolge domani e sabato: a partire dalle 19 ogni piazzetta del centro storico diventerà teatro di degustazione, laboratori di vimini, legno, rame, merletti, orti didattici e musica con “l’Altino red pepper music”. Nella due giorni del festival le sette contrade Colli, Quart’ammonte, Briccioli, Selva, Sant’Angelo, Fontelama e Fonte e Mandrelle si cimenteranno in sette menu a base di peperone dolce e saranno valutate dal punto di vista della sua valorizzazione gastronomica da una giuria composta da: Bruno Cicolini, docente di cucina di scuola alberghiera e membro direttivo nazionale federazione italiana cuochi; Nicola Di Matteo, chef e direttore di “Arte e gusto”; Ermanno Di Paolo, docente di cucina dell’istituto alberghiero di Villa Santa Maria; Giuseppe Cavaliere, agronomo Arssa e responsabile prodotti tradizionali; Mimmo D’Alessio, giornalista enogastronomo; Carlo Ricci, responsabile tecnico prodotti tipici del Gal Maiella verde; il professore Giampaolo Colavita; Franco D’Eusanio, agronomo e titolare dell’azienda vitivinicola biologica Chiusa Grande di Nocciano e Luigi Di Lello, presidente Accademia della Ventricina del vastese. Le squadre saranno inoltre valutate dal punto di vista folkloristico per la prima volta da una giuria apposita composta da: il professore Angelo Adorante, di Guardiagrele; Giuseppina Musilli, vicepresidente dell’associazione VolontariBarrea; Adamo Carulli, sindaco di Roccamontepiano e membro del G.U.T.A.; l’esperto di tradizioni locali Emiliano Giancristofaro; e Pietro Verratti, professore di S. Eusanio ed esperto di dialetto e tradizioni abruzzesi. «Uno degli aspetti che più amo del Festival – commenta il presidente dell’associazione del peperone dolce di Altino Giovanni Rosato – è che un’intera comunità costituita da più di 200 persone, tutte di Altino, ha sposato questo progetto di valorizzazione di una tipicità dimostrando che attraverso una formula ben strutturata si può fare promozione di un territorio e di un prodotto con grandi risultati». «Quella del peperone dolce – ricordano Mario D’Onofrio e Donatello D’Alonzo dell’associazione del peperone dolce – è una favola che nel passato ha dato molto in termini di aiuto al reddito di tante famiglie, portando fuori dai confini locali e regionali le virtù di questo prodotto che noi oggi come Associazione stiamo rivalutando attraverso studi agronomici in campo e nella trasformazione finale nell’attesa del prossimo disciplinare di produzione». «Confidiamo di ripetere il successo degli anni precedenti sia in termini di presenze che di qualità dei pasti offerti – conclude il sindaco di Altino Camillo Di Giuseppe – per una manifestazione che è diventata ormai una meta obbligata di fine estate per gli appassionati di tipicità locali».
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