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Ricetta del giorno: le Virtù teramane

Eccellenza d'Abruzzo...

| di Isabella Previti
| Categoria: Enogastronomia | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Oggi proponiamo, la ricetta di un piatto tipico abruzzese, che ha origine nella città di Teramo ed è antica tradizione, prepararla il primo di maggio : " Le virtù teramane".

Parliamo infatti, di un antica pratica legata al Calendimaggio, festeggiato dalle civiltà contadine.

Le origini di questa ricetta, risalgono al 1800, nella zona di Teramo , dove tutt'ora si prepara in occasione del primo maggio.

È un benvenuto alla primavera, quando le massaie abruzzesi,

ripulivano le credenze da tutti gli avanzi di legumi secchi e dai vari tipi di pasta che durante l'inverno si erano spezzati o che erano rimasti inutilizzati.

Le virtuose donne, usavano quindi, unire questi rimasugli invernali, con le primizie di stagione che la terra iniziava a produrre.

Il 30 aprile è la data, considerata spartiacque tra la fine dei rigori dell'inverno ormai concluso e l'arrivo della primavera.

Con il piatto delle " Virtù", si festeggiava l'arrivo della primavera e la fine dell'inverno.

Le origini del nome di questa pietanza, sono principalmente due:

 ---  L'aggettivo "virtuoso"riferito proprio alla capacità economica delle massaie a saper gestire la dispensa fino all'arrivo della primavera e dei nuovi prodotti della terra.

Le virtù dunque, rappresentano la saggezza e la fantasia di queste massaie.

---  Secondo altri, le virtù sono i legumi e le verdure, prodotti dalla fatica dai contadini, dunque i doni preziosi della terra.

Dall'origine della preparazione di questa particolare vivanda fino a giungere ai giorni nostri, il primo maggio si traduce in Abruzzo, in un esperienza conviviale, dove ogni famiglia, custodisce il segreto della ricetta  e si riunisce, per passare un lieto momento insieme.

Anticamente, la festa per i raccolti, era la celebrazione degli dei, per propiziare la fertilità e l'abbondanza del raccolto estivo.

Secondo una leggenda "le Virtù",dovevano contenere : sette tipi di pasta, sette specie di aromi, sette varietà di carni e sette tipi di legumi e il tutto doveva essere cucinato da sette vergini.

per sette ore e il numero sette, rappresentava le sette virtù cristiane.

In realtà sono oltre 50, gli ingredienti di stagione che compongono questa tradizionale pietanza teramana.

Fagioli di varie qualità, ceci, lenticchie, cicerchie, piselli, fave, zucchine,carote,patate, carciofi,bietole, indivia,scatola,lattuga,verza,cavolfiore,cicoria, spinaci,finocchio,rape,aglio,cipolla, maggiorana,salvia,timo,sedano, prezzemolo,aneto,noce moscata,chiodi di garofano,pepe,pipirella,menta selvatica,borragine,finocchietto selvatico, basilico.

Inoltre il prosciutto crudo,le cotiche,i piedi e gli orecchie di maiale, la carne macinata di manzo in polpettine, il lardo, la pancetta,il guanciale; senza scordare la pasta di grano duro corta e fresca all'uovo e di varie forme e dimensioni.

Poi l'olio, il sale la polpa di pomodoro e il pecorino.

Il piatto, richiede due giorni di preparazione ed è questa, la caratteristica che la distingue dalle altre zuppe o minestre.

Si inizia a cuocere le verdure ed i legumi, giorni prima e gli ingredienti, vanno preparati separatamente, fino al momento più complesso in cui si devono riunire, tutte le preparazioni.

Gli stessi infatti, devono essere uniti, alla stessa temperatura.

Oggi proponiamo un procedimento più sbrigativo, anche se non poco impegnativo.

Andiamo quindi a vedere come si prepara!

 

                                ---Ingredienti---

 

300 gr. tra :

spinaci

carote

zucchine

bietole

indivia

lattuga

1 fettina di lardo da 50 gr.

2 pomodori freschi rossi

1 cipolla

1 spicchio di aglio

1 gambo di sedano

1 ciuffo di prezzemolo

500 gr tra :

ceci

lenticchie

fave

piselli

150 gr. di osso di prosciutto crudo

150 gr. di cotenne di maiale

250 gr. tra :

pasta di semola di grano duro e pasta all'uovo fatta in casa

pecorino oppure parmigiano

 

                                ---  Procedimento ---

 

In un unica casseruola, lessare assieme tutte le verdure indicate e scolarle, strizzarle e tenerle da parte.

In recipienti separati, lessare fino a metà cottura i legumi, scolarli tenerli da parte.

In un altra casseruola colma di acqua, mettere l'osso di prosciutto e le cotenne, lessare il tutto, scolare l'osso di prosciutto e staccare i residui di carne, scolare le cotenne e tagliarle a quadretti, poi filtrare con un telo, il brodo di cottura.

Preparare il soffritto :  ridurre a battuto la fettina di lardo, metterlo in un tegame e farvi forare lo spicchio di aglio per poi eliminarlo. Unire la cipolla tritata con il prezzemolo e i pomodori spellati e privati dei semi.Cuocere per 15 minuti e ritirare dal fuoco.

Nella pentola dove avete conservato il brodo di cottura filtrato, aggiungere la carne di maiale e le cotenne, il soffritto, le verdure lessate.

Dopo 10 minuti, aggiungere la pasta e i legumi e portare a cottura.

Ritirare dal fuoco e trasferire il minestrone, in una zuppiera.

Servire con pecorino grattugiato a parte (possibilmente abruzzese)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Isabella Previti

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