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Detenuto aggredisce agente nel carcere di Lanciano e tenta la fuga

La denuncia del sindacato di Polizia: “non è stato fatto abbastanza per la sicurezza di tutti”.

Redazione
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LANCIANO - E’ stato un pomeriggio di Pasqua movimentato nell’istituto penitenziario di Lanciano a causa dell’aggressione subìta da parte di un sovrintendente di Polizia Penitenziaria da parte di un detenuto. L’uomo, già protagonista di altri atti violenti nei confronti del compagno di cella, aveva chiesto ed ottenuto un colloquio con un agente, all’apparenza con tranquillità, ma finito poi con l’aggressione. Durante la notte successiva il detenuto ha dato nuovamente in escandescenza distruggendo due celle e barricandosi all’interno di una di esse. Non contento, nella mattina di Pasquetta, l’uomo è poi riuscito ad eludere il personale tentando la fuga e scatenando una vera caccia all’uomo finita, fortunatamente, con la sua cattura.

Dopo questi episodi, risulta chiara la posizione del sindacato di Polizia Penitenziaria UILPA che accusa le amministrazioni locali, ed in particolare la Regione Abruzzo, per non avere istituito una sezione ad hoc per detenuti violenti.

“Pur sforzandoci di non puntare il dito contro l'amministrazione locale - si legge in una nota della UILPA - non possiamo non chiederci se siano stati adottati tutti i provvedimenti del caso a tutela dei lavoratori. E sappiamo che il personale operante aveva ampiamente segnalato il problema, confrontando le precedenti carcerazioni con quest'ultima e preannunciando la chiara impossibilità a gestire questo detenuto secondo gli attuali criteri organizzativi; basti pensare che il detenuto, resosi responsabile di diversi episodi violenti in altre carcerazioni, in passato era arrivato perfino a staccare un orecchio a morsi ad un altro detenuto”.

Vista la pericolosità del detenuto il sindacato si chiede quindi se siano state attivate tutte le procedure e le precauzioni volte a garantire sicurezza ad agenti e detenuti. “Visti i risultati, è abbastanza chiaro che qualcosa non ha funzionato e, senza peccare di presunzione, teniamo a puntualizzare che sono almeno tre anni che la UILPA Polizia Penitenziaria chiede una riorganizzazione del lavoro nell'Istituto frentano, necessaria a seguito dell'insufficiente organico di Polizia Penitenziaria, delle mutate modalità di gestione dei detenuti e del continuo distogliere agenti dal servizio d'istituto operato dalla direzione. - conclude la nota - Che sia arrivato il momento di smettere di puntare il dito sempre e solo contro la Polizia Penitenziaria?”.

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