Partecipa a Lanciano News

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Ricetta del giorno: il Rintrocilo

La pasta della "Transumanza"

Condividi su:

Continua la nostra carrellata, di piatti tipici abruzzesi...

Oggi proponiamo, un tipo di pasta, che vede la sua origine, nella tradizione contadina e pastorale e che veniva preparata, nel periodo della " Transumanza ".

È perciò che la sua diffusione, riguarda quella parte di territorio attraversato dal " Tratturo Magno", nel tratto tra Lanciano e Cupello...

Il Rintrocilo, prende nome, dal particolare mattarello, che si utilizza subito dopo aver steso la sfoglia.

In genere è lungo 10 cm. ed ha scanalature molto profonde e la cui funzione è di " tagliapasta ".

Il risultato finale, è una forma molto simile alla "chitarra", ma il sapore della pasta è molto diverso.

Il Rintrocilo, infatti, si distingue, per un impasto ben differente dalla pasta alla chitarra che è a base di uova..

Gli elementi di cui è composto, sono infatti, poveri : acqua, sale e farina di grano duro.

Proprio il grano duro, impastato con l'acqua, origina un glutine, resistente e una pasta, dalla consistenza elastico, anche senza l'aggiunta di uova.

Gli elementi di questo piatto, raccontano, la povertà delle famiglie contadine abruzzesi e l'ingegnosità di trasformazione di due soli elementi, in un unico piatto.

Il Rintrocilo, si serve o, con sugo di pelosi, nella versione di mare, oppure con sugo di carni miste, nella versione di terra.

Oggi proponiamo, la versione di terra...

Andiamo a vedere, come si prepara!

                      --Ingredienti--

Per la pasta:

400gr. di Farina di grano duro

Un pizzico di sale

Acqua q.b.

Per il sugo ( dose per 400gr. di Rintrocilo):

1,5 l di pomodori pelati

500 gr. di carni miste, agnello,maiale,vitello, inserendo parti saporite, come un osso e un pezzo di muscolo.

Olio evo q.b.

odori tra cui aglio schiacciato, mix di carote,sedano cipolla q.b

Per il soffritto:

rosmarino, grani di pepe e sale q.b.

Preparazione:

Con la farina, fare una fontana nella spianatoia di legno e aggiungere una spolverata di sale.

Poco per volta, aggiungere l'acqua,regolandosi fino a che l'impasto non risulterà più, secco e si sarà caricato della giusta umidità, che lo renderà manipolabile ma non appiccicoso.

Lavorare l'impasto, fino a raggiungere una consistenza elastica e liscia in superficie. Stendere l'impasto subito, affinché non si secchi troppo.

Se necessario, aiutarsi con farina di semola, per non fare attaccare la sfoglia sul mattarello o sul piano da lavoro.

Dopo aver steso la pasta, tagliarla con l'apposito mattarello scanalato. È utile, aggiungere dell'olio nell'acqua in ebollizione, perché la pasta non si attacchi.

La cottura varia dai 5 ai 10 minuti.

Se la pasta non viene cotta subito, lasciarla riposare su appositi vassoi coperti da un panno umido e infarinati, con farina di semola, che impedirà alla pasta di attaccare.

Per il sugo di carni:

In una pentola a doppio fondo e dai bordi alti, versare l'olio necessario a sigillare la carne.

Lasciar portare a temperatura, l'olio con aglio schiacciato.

A questo punto, per evitare che brucia, eliminarlo e  aggiungere la carne ed il battuto con le carote, sedano e cipolla.

Scottare la carne su tutti i lati, salarla e sfumare con il vino bianco, fino a farlo evaporare. Nel frattempo, aggiungere rosmarino e pepe. Non appena il vino sarà evaporato, versare il pomodoro e con l'aiuto di una forchetta, sfaldare i pelati.

Se è troppo denso, diluire con un po' di acqua.

Lasciare sobbollire a fuoco molto basso, per almeno tre ore, per fare cuocere bene la carne, renderla tenerissima e per non fare ritirare troppo il sugo o bruciarli.

Salare il sugo a metà cottura.

Non appena la carne inizierà a scaldarsi e il sugo di densifichera' a piacere, togliere dal fuoco e tenere in caldo, per condire la pasta.

Servire con abbondante pecorino, rigorosamente abruzzese.

 

 

 

Condividi su:

Seguici su Facebook