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Sansificio Vecere: attività per altri 15 anni?

Conferenza dei servizi sul destino dell’impianto, NSC “Rigetterebbe nell’incubo un’intera comunità”

Redazione
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TREGLIO – Sul tavolo della discussione torna la vicenda del Sansificio Vecere ed in particolare in merito all’Autorizzazione Unica Ambientale che definirebbe o meno la prosecuzione dell’attività. 

Un’attività quella dell’impianto che negli ultimi tempi ha interessato cittadini, istituzioni e il Comune di Treglio che si sono occupati del caso, come testimonia la presa di posizione espressa anche dal sindaco Massimiliano Berghella che in più occasioni ha ribadito l’opposizione al rilascio delle autorizzazioni, già in discussione da diverso tempo, ma a cui hanno fatto seguito alcuni rinvii. 

La questione ha visto interessate in prima linea anche le associazioni ambientaliste, ed in particolare Nuovo Senso Civico, che ha manifestato l’assoluta contrarietà, ribadendo il rischio di un pericolo per la salute dei cittadini e dell’intero territorio.

Lunedì 30 gennaio è prevista la Conferenza dei Servizi a Pescara e saranno proprio le istituzioni con i Comuni di Treglio e di Rocca San Giovanni, oltre all’Arta Abruzzo, Sasi, Asl e Servizio Gestione e qualità dell’Acqua della Regione Abruzzo a discutere del destino dell’impianto per il quale è stata richiesta la prosecuzione dell’attività con il rinnovo dell’autorizzazione per i prossimi 15 anni.

Non si fa attendere il commento di Nuovo Senso Civico che subito lapidario dice “Rischiamo altri 15 anni di veleno”. Una frase alla luce delle battaglie condotte insieme ai cittadini che hanno manifestato il dissenso, sostenendo la rilevanza di alcune violazioni alla legge e facendo riferimento al sequestro degli impianti. “Dopo una fondata opposizione totale che va avanti da anni nei confronti del Sansificio Vecere - ancora le parole di NSC -  ci aspettiamo che non vi siano incertezze nel negare la nuova autorizzazione di 15 anni che in caso contrario rigetterebbe nell’incubo un’intera comunità portandola all’esasperazione e inducendola a intensificare un conflitto sociale che non gioverebbe a nessuno”.

Il sindaco di Treglio dalla sua parte aveva infatti chiesto più volte anche una delocalizzazione della struttura, alla luce di dati e di verifiche che sarebbero state più volte riscontrate, chiedendo anche l’istituzione di un tavolo regionale e nazionale.

 

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