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Canile sanitario di Fallo: la ASL dice la sua

Alcune precisazioni sulle strutture di Fallo e sul loro funzionamento e sull'attivazione del canile sanitario di Lanciano.

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Non ci sta la ASL Lanciano - Chieti - Vasto a sentir denominare il canile sanitario di Fallo come “canile lager” e così ha voluto dirci la sua, per smentire alcune voci e chiarire una volta per tutte la situazione“.

Innanzitutto, parlando di Fallo, bisogna fare una distinzione tra canile sanitario e canile asilo - ci hanno detto dalla ASL - altrimenti non si capisce di cosa si sta parlando”. Ed è il canile sanitario ad essere quello gestito dalla ASL. Il canile Asilo di Fallo, invece, ha una ricettività di 500 cani, con box interni collegati con l’esterno.

Nella struttura della ASL arrivano i cani accalappiati, investiti dalle auto, con problemi fisici più o meno gravi e lì vengono curati. Nei momenti di maggior afflusso, nel canile sanitario di Fallo arrivano ad esserci un massimo di 30 cani che, a seconda della situazione, possono restare nella struttura da uno a trenta giorni, non di più.
“A quel punto - ci hanno spiegato ancora dalla ASL - sarà il comune di provenienza del cane a decidere dove smistarlo. Ed i comuni serviti dal canile sanitario, unico in funzione per tutta la ASL, alla struttura non pagano nulla, compreso il comune di Lanciano”.

“E fa arrabbiare - hanno commentato dalla ASL - leggere di carcasse di cani morti scoperte in una fossa comune perché sono stati tanti i controlli di NAS e Carabinieri e mai sono state riscontrate irregolarità”. Negli ultimi 2 mesi, anche nel canile asilo ci sono stati ben 7 controlli, tutti andati a buon fine.

Per quanto riguarda, invece, una carenza di strumentazione, nel canile sanitario, per poter fronteggiare le emergenze, è tutto vero.

Ma come mai il canile sanitario di Lanciano, che si trova accanto al rifugio comunale, è ancora lì in attesa di essere messo in funzione? “Il problema è burocratico. - ci hanno spiegato dalla ASL - Per la gestione della struttura, come previsto dalla legge, è stato fatto un appalto europeo. Una ditta, ancor prima dell’apertura delle buste, perché esclusa dalla gara, ha deciso di fare un ricorso al Tar e così, da circa un anno, siamo bloccati per questo motivo. Quando finirà tutto? Non possiamo saperlo”.

Non ci sarebbero motivi, quindi, per parlare di struttura “lager”, per entrambi i canili di Fallo che, seppur con le difficoltà in cui oggi vivono i rifugi per cani, sono sotto il costante controllo delle autorità che monitorano la situazione senza mai riscontrare irregolarità e pericoli per la salute degli animali.

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