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Crisi dilagante: le risposte della Caritas

Gli aiuti della diocesi di Lanciano-Ortona per chi non riesce ad arrivare a fine mese

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341 le famiglie bisognose, 700 quelle che non riescono ad arrivare a fine mese. Questi i dati allarmanti diffusi dal vescovo Emidio Cipollone e dal direttore della Caritas diocesana Luigi Cuonzo. Al centro Caritas della diocesi di Lanciano-Ortona, in via Finamore, aumentano sempre di più le richieste di cibo, bollette da pagare e vestiti. La maggior parte delle persone bisognose sono Italiani, tra i 45-54 anni, disoccupati e con un reddito insufficiente per vivere. A chiedere aiuto, principalmente le donne. La situazione di povertà è aumentata rispetto agli anni precedenti a causa della crisi economica, che ha aggravato ulteriormente il divario tra ricchi e poveri. Inoltre, contrariamente agli anni precedenti, le famiglie italiane sono più in difficoltà rispetto alle straniere, soprattutto rumene e albanesi. Questo è dovuto al fatto che si vive con un solo stipendio e la situazione va ulteriormente precipitando. Per soddisfare le numerose richieste, la Caritas prevede di realizzare nell’immediato un banco alimentare diocesano, un emporio dove gli assistiti riceveranno una somma mensile da gestire per l’acquisto dei generi alimentari, un centro per la distribuzione dei vestiti, dove verranno consegnati abiti nuovi e semi-nuovi, grazie anche alla collaborazione dei commercianti, e una struttura di accoglienza notturna. Notevole inoltre è il ruolo psicologico svolto dalla Caritas, nel pieno rispetto del dolore e della sofferenza della persona e della relativa famiglia indigenti. Sono numerose infatti le famiglie che hanno vergogna a recarsi alla mensa dei poveri ad Olmo di Riccio, però ci sono anche i«poveri furbi», come li definisce monsignor Cipollone, che bussano a tutte le chiese per ottenere qualcosa in più.
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