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Allarme furti: Confartigianato chiede un tavolo in Prefettura

| di Martina Luciani
| Categoria: Attualità
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“La misura è ormai colma. Le nostre aziende - denuncia Francesco Angelozzi, presidente provinciale Confartigianato Imprese Chieti - hanno paura e sono costrette a sostenere spese ingenti per installare telecamere e sistemi di antintrusione anche in un periodo di perdurante crisi economica come quello che stiamo vivendo”. E’ così che Confartigianato Imprese Chieti lancia il suo allarme nei confronti dei ripetuti furti che, da settimana ormai, interessano la provincia di Chieti. Vetrine infrante, artigiani derubati e imprese minacciate dai vandali sull’intero territorio provinciale. Per questo Confartigianato chiede l’immediata istituzione, in Prefettura, di un tavolo allargato alle forze dell’ordine, alle associazioni di categoria e alle istituzioni locali per combattere la preoccupante escalation di violenza.

“Gli episodi delinquenziali si stanno verificando, indistintamente, a Chieti e sull’intera provincia - si legge in una nota dell’associazione di categoria - In particolare a Lanciano dove i commercianti e gli artigiani sono le vittime preferite di furti e raid vandalici che non accennano a placarsi. Nella città capoluogo, invece, preoccupano i furti di veicoli commerciali e di macchine private”.
“I nostri associati - racconta Angelozzi - sono imbufaliti e ci tempestano di chiamate ogni giorno per lamentare i furti subiti. Bisogna intervenire subito.”
 

Confartigianato sembra quindi non accontentarsi del recente incontro tra il comune di Lanciano e la Prefettura e chiede un altro un vertice sulla sicurezza propedeutico all’istituzione di una task force utile a bloccare i fenomeni delinquenziali registrati nel territorio che stanno, di fatto, ulteriormente danneggiando una categoria, quella delle imprese artigiane, già in difficoltà. “Ci rivolgeremo al Prefetto approfittando della sua grande disponibilità mostrata finora verso le nostre richieste finalizzate a tutelare la categoria. Bisogna intervenire per evitare - dice Angelozzi - che altre aziende siano costrette a gettare la spugna e ad abbassare la saracinesca.” 

Martina Luciani

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