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Casse in rosso, il Comune taglia gli stipendi ad assessori e consiglieri

L'ente in difficoltà decide per la svolta di sobrietà amministrativa

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LANCIANO. In tempo di austerity l’amministrazione Pupillo taglia gli stipendi ad assessori e consiglieri. La notizia arriva dall’ultimo consiglio comunale sull’approvazione del bilancio 2010. Le casse comunali sono vuote (manca liquidità perfino per pagare gli stipendi ai circa 260 dipendenti ndc) e allora via al rigore. In queste settimane l’assessore alle finanze Valentino Di Campli (Pd) è alle prese con diverse urgenze: il blocco delle assunzioni a causa del superamento del limite di legge sulle spese del personale (l’ente è al 47% a fronte di un limite del 40% ndc), le erogazioni statali al contagocce e i contratti a termine in scadenza con l’impossibilità di poter effettuare nuovi concorsi pubblici. Ma un primo segnale arriva proprio dall’ente. Al presidente del consiglio comunale e ai consiglieri verranno ridotte indennità e gettone di presenza del 20%. Ad onor del vero la proposta era partita dalle file della minoranza per voce del consigliere Eugenio D’Ovidio (Con Bozza sindaco) che aveva proposto l’azzeramento delle indennità fino al 2013. Una proposta che ha creato tuttavia un certo sconcerto in aula. Tanto che la stessa minoranza non l’ha votata. A dichiararsi favorevoli sono stati soltanto lo stesso D’Ovidio e il consigliere di maggioranza Piero Cotellessa (Sel) che ha sottolineato di essere disposto a non percepire nulla anche fino al 2016. L’impegno però è caduto nel vuoto. In realtà i 33 euro lordi (al netto circa 19 euro ndc) per i gettoni di presenza dei consiglieri non sono poi una cifra tale da pesare sul bilancio comunale. Lo stesso stipendio del presidente del consiglio comunale si attesta su poco più di mille euro (1.429,43 lordi). Ben altro successo ha quindi riscosso la proposta del consigliere e capogruppo Pd Maria Saveria Borrelli di decurtare del 10% le indennità confermando il precedente taglio del 10% della giunta Paolini. E anche gli assessori (il cui onorario è di 1.400 euro lordi ndc) subiranno il taglio del 10%. “Nonostante le difficoltà ereditate dall’ente – ha commentato l’assessore Di Camlpli – stiamo cercando di riorganizzarci nel segno della sobrietà in attesa di tempi milgiori”.
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