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Giovedì a Chieti i funerali di Remo Gaspari. Il cordoglio del mondo politico

D'Alessandro (ApV) chiede una seduta straordinaria del Consiglio comunale per ricordarne la figura

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Saranno celebrati giovedì mattina, nella Cattedrale di San Giustino a Chieti, dall'arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto monsignor Bruno Forte, i funerali di Remo Gaspari. L'ex ministro è deceduto oggi nella sua abitazione del piccolo centro del Vastese, all'età di 90 anni. "Oggi è venuto a mancare un esempio di virtù politica e democratica - ha detto il figlio, il chirurgo Lucio Achille Gaspari - che ha fatto la storia dell'Abruzzo nei lunghi anni di attività da parlamentare e da uomo di Governo". Ed è generale il cordoglio del mondo politico per la morte di Gaspari. In una nota congiunta si esprimono in merito il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, il segretario nazionale Lorenzo Cesa ed il presidente del partito Rocco Buttiglione: "Apprendiamo con profonda commozione la notizia della morte dell'amico Remo Gaspari, storico esponente della Democrazia cristiana che in tanti anni di incarichi di governo ha servito la nostra Repubblica con grande dignità e onestà. Resterà sempre vivo in noi il ricordo di un uomo retto, innamorato della sua terra, l'Abruzzo, e che ci ha onorato fino all'ultimo giorno con i suoi buoni consigli e la sua fraterna amicizia. Alla famiglia di Gaspari le più sentite condoglianze da parte di tutta l'Udc". "L’Abruzzo perde un esempio di concretezza e di sobrietà - afferma il senatore abruzzese del Pdl Fabrizio Di Stefano -. Ricordo innanzitutto l’uomo sempre vicino alla gente che non si è mai chiuso nella torre d’avorio e lo affermo da persona che ha scelto da giovanissimo di militare in una parte politica che certo non ha fatto sconti al partito di Gaspari. Inoltre – conclude Di Stefano – di lui rimarrà la testimonianza di un politico fattivo, artefice dello sviluppo e della crescita della sua amata terra, grazie all’autorevolezza conquistata sul campo nell’ambito delle massime Istituzioni dello Stato”. "Penso di interpretare i sentimenti dell'intera comunità della provincia di Chieti esprimendo il cordoglio per la scomparsa di Remo Gaspari - dice il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio -. Gaspari è stato il figlio che meglio ha rappresentato la nostra terra scrivendone la storia. E' stato uomo e politico capace, onesto, il protagonista assoluto e ineguagliabile della crescita dell'Abruzzo. Personalmente mi mancheranno i suoi consigli, non dimenticherò mai le sue lettere, le sue telefonate, i suoi suggerimenti. Anche i suoi rimbrotti continueranno a far parte del mio bagaglio: ne ho avuti in passato ma anche dopo la cerimonia per i suoi 90 anni che avevamo organizzato qui in Provincia, lo scorso 9 luglio. Pur essendo fuori dalla politica ormai dal lontano 1992, Gaspari non ha mai smesso di cercare e trovare una soluzione ai problemi dell'Abruzzo: stavamo organizzando, proprio in questi giorni, un incontro a Roma con il presidente dell'Anas per sollecitare interventi in materia di viabilità a favore della provincia. Ma Gaspari non riceveva solo politici: come nel periodo in cui era ministro e punto di riferimento assoluto del mondo politico abruzzese, continuava a ricevere tutti, a Gissi come a Roma, ad essere amico degli ultimi, di chi aveva bisogno. Negli ultimi 20 anni utilizzava i soldi della sua pensione da deputato per servire gli altri tenendo aperta una segreteria a disposizione di tutti i cittadini: credo sia un esempio raro, se non unico, di servizio reso da chi non doveva fare più carriera. A me diceva che voleva fino alla morte restituire la fiducia che gli abruzzesi gli avevano dato. Parlando coi lui recentemente, gli ho detto che interpretava bene il messaggio di Papa Paolo VI ovvero 'La politica è la più alta forma di carità cristiana'. Personalmente sono orgoglioso di essere stato un suo amico ed un suo allievo assieme alla quinta generazione dei giovani Dc. Di aver avuto da lui insegnamenti importanti, gli stessi che oggi mi guidano nell'azione politica e che spero diventino patrimonio di una politica che sappia rinnovarsi. Credo che il modo migliore per onorare Gaspari, oggi che non c'è più, sia quello di seguire i suoi insegnamenti, compresi quelli che ha voluto darci in occasione dei suoi 90 anni, riprendere la strada che lui ha tracciato nella speranza di rivedere il suo e il nostro Abruzzo più forte, migliore, l'Abruzzo del benessere e dello sviluppo che lui ci ha consegnato e che, come lui, è entrato nella storia". Davide D'Alessandro, consigliere comunale di Alleanza per Vasto, chiede di convocare una seduta straordinaria del Consiglio comunale per ricordarne la figura. "E' morto un gigante della politica, sopravvissuto alla politica stessa, quella vera, morta vent’anni fa. Sì, perché Gaspari, con la politichetta di oggi, che pure non gli negava onori, tributi e medagliette sul petto, non c’entrava nulla. La sua politica era potere, ovvio, e servizio pubblico, tanto servizio pubblico: dare risposte concrete ai bisogni della gente. E la gente era quella della sua e della nostra terra, l’Abruzzo. Ha raccomandato, Gaspari, ha creato migliaia di posti di lavoro, ha dato persino il suo contributo alla crescita del nostro tanto deprecato debito pubblico, ma è morto come è vissuto: con le mani pulite, libere di bottino. Ora, i cittadini abruzzesi, devono fare i conti con i pigmei, con la casta, con i nominati. Con una politica senza popolo. Mi piacerebbe che il Consiglio Comunale di Vasto, attento l’anno scorso a renderlo cittadino vastese, gli dedicasse una seduta straordinaria per ricordarlo".
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