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San Vito Resort Village, minoranza e associazioni ambientaliste ricorrono in Procura

Tra i firmatari dell'azione legale anche due esponenti di maggioranza

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SAN VITO. Le proteste contro la realizzazione del San Vito resort Village si sono trasformare in azioni legali. Wwf e Italia nostra tramite l’avvocato Salvatore Acerbo hanno inviato una diffida al Comune di San Vito nel proseguire l’iter amministrativo avviato con l'adozione della variante al Prg che ha cambiato la destinazione d’uso di Colle Foresta, area a picco sul mare, da agricola a turistico-ricettiva. E anche i consiglieri di minoranza della lista il Gabbiano, Merlino Sindaco e i consiglieri di maggioranza Luigi Iarlori e Giovanni Tosti dopo aver provato a chiedere, invano, in consiglio comunale l’annullamento della delibera in autotutela, si sono rivolti alla Procura. I legali delle associazioni ambientaliste e dei consiglieri comunali contestano alla giunta guidata da Rocco Catenaro la presenza di vizi procedurali e legislativi nell’iter di approvazione della variante che ha aperto le porte alla costruzione del San Vito Resort Village. La struttura ricettiva sarà composta da 612 camere, seconde case, centro di talassoterapia per 9000 mq., sala meeting per 1000/1500 posti, centro culturale, 9 ristoranti, attrezzature sportive, piscine,un complesso che Giancarlo Pelagatti Presidente della sezione regionale di Italia Nostra ha spiegato essere “un intervento di notevole dimensione e di sicuro impatto ambientale". "La diffida”scrive l’avvocato Acerbo “nasce da un errato iter amministrativo seguito dal Comune in cui la Vas (Valutazione Ambientale Strategica )è stata considerata un procedimento autonomo rispetto alla pianificazione generale e non come passaggio interno. L'adozione della variante al Prg, quindi, è annullabile per violazione di legge perché assunta prima della conclusione della procedura di Vas, fondamentale visto che l'area di intervento si incunea per tre lati all'interno di un Sito di Importanza Comunitaria, il Fosso delle farfalle, determinando notevoli interferenze con le capacità di rigenerazione delle risorse naturali”. A chiedere di annullare in autotutela la delibera della variante sono stati nell'assise civica di mercoledì scorso i consiglieri di minoranza del Gabbiano, Merlino Sindaco e i consiglieri di maggioranza Luigi Iarlori e Giovanni Tosti. "La proposta è stata bocciata dalla maggioranza" spiega Gianfranco Basterebbe (il Gabbiano) "nonostante avessimo sollevato molti vizi procedurali come rilevato dai nostri avvocati”. Ad esempio non ci sarebbero motivi di interesse pubblico a giustificare quello che è un intervento privato; non si potrebbero fare varianti puntuali al Prg in corso di stesura di un nuovo piano generale (legge regionale 18/83), così come accade a San Vito e non possono subire cambiamenti nella destinazione d'uso per almeno quindici anni le zone boschive colpite da incendi, cosa accaduta a Colle Foreste colpito da incendi nel 2000. "Non ci sono neanche schizzi, progetti di massima che fanno capire che genere di intervento la Pagliaroli vuole realizzare” conclude Basterebbe "perché senza vincoli il privato può sfruttare tutti i 18 ettari a sua disposizione, ossia realizzare 50mila metri quadri di costruzioni, palazzine alte 11-12 metri, con mille mini appartamenti. Per fermare questo scempio andiamo in Procura".
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