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“Basta con le forniture asiatiche!”, la protesta della Uilm Honda

I ritardi e i costi vanificano i sacrifici dei lavoratori

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“I sacrifici dei lavoratori della Honda Italia sono vanificati per l'aggravio dei costi di produzione legati al mancato arrivo della merce proveniente dal sudest asiatico: i ritardi di produzione, le fermate forzate e i costi lievitati stanno pregiudicando notevolmente il cammino verso il pareggio di bilancio previsto per il 2016". È quanto dichiara in una nota la Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) Uilm della Honda di Atessa, il più grande stabilimento europeo della casa motoristica giapponese.

"Il progetto New Honda Italy, siglato al Ministero dello Sviluppo Economico e condiviso con la stessa proprietà, prevede la garanzia del lavoro e non la cassa integrazione per i 355 dipendenti e i 92 lavoratori stagionali - sottolinea la nota Uilm diffusa dal segretario provinciale Pescara-Chieti Nicola Manzi - ci chiediamo come possiamo raggiungere un pareggio di bilancio strettamente legato alla fatturazione, visto che le navi provenienti dall'Asia non riescono a consegnare i pezzi per assemblare le moto e l'alternativa del trasporto aereo è costosissimo. Siamo fermamente convinti di recuperare le perdite produttive - sottolinea il comunicato dalla Rsu Uilm della Honda - ma non riteniamo giusto che debbano essere i dipendenti a pagare le scelte logistico/organizzative che stanno danneggiando il futuro della Honda di Atessa e di tutti i lavoratori del territorio. Pertanto, chiediamo un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per ridefinire i termini dell'accordo e far slittare la scadenza del pareggio di bilancio".

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