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Donne della sanità accreditata convenzionata – Professioniste della cura con il contratto fermo al 2012

La nota di Daniele Leone, infermiere coordinatore provinciale Sanità accreditata e convenzionata Fp Cgil Chieti

redazione
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Avanza l’“onda rosa” nella sanità.

Infermiere, operatrici socio-sanitarie, logopediste, fisioterapiste, educatrici, dottoresse e molte altre professioniste rappresentano già oggi una componente sempre più significativa del personale sanitario e socio-sanitario e, nei prossimi anni, saranno con ogni probabilità la larga maggioranza di chi opera nel sistema della cura.

L’8 marzo, Giornata internazionale della donna, diventa quindi anche l’occasione per riflettere sul ruolo fondamentale che le donne svolgono nel nostro sistema sanitario e socio-sanitario. Nelle RSA, nei centri di riabilitazione, nei servizi per la disabilità, nelle strutture di salute mentale e nelle strutture socio-sanitarie accreditate, la presenza femminile rappresenta già oggi la parte più consistente della forza lavoro che garantisce assistenza e cura alle persone più fragili. Sono professioniste che entrano nelle stanze degli ospiti quando la vita si è improvvisamente spezzata.

Con competenza e professionalità aiutano chi non riesce più a parlare a ritrovare una parola, chi non riesce più a camminare a compiere il primo passo e chi ha perso autonomia a ritrovare dignità e speranza. Dietro ogni ospite assistito o ogni percorso di riabilitazione che restituisce autonomia a una persona fragile c’è spesso il lavoro competente e responsabile di una donna, madre e professionista della sanità e del sistema socio-sanitario. Donne che svolgono ogni giorno con responsabilità il proprio lavoro e che, terminato il turno, tornano nelle loro case dove spesso ricomincia un altro impegno: quello di prendersi cura dei figli, della famiglia e talvolta dei genitori anziani. Eppure proprio queste professioniste vivono oggi una contraddizione evidente.

Il contratto collettivo della sanità privata e delle RSA (ARIS RSA e AIOP RSA) è fermo al 2012. Sono trascorsi circa quattordici anni nei quali il costo della vita e le condizioni economiche del Paese sono profondamente cambiati. Nel frattempo il legislatore ha rafforzato le tutele per la genitorialità e per le persone con disabilità, aggiornando i congedi parentali, la disciplina della legge 104 e consolidando principi giurisprudenziali sulla conciliazione tra lavoro e famiglia.

La Corte di Cassazione ha chiarito che l’utilizzo dei congedi parentali non può tradursi in penalizzazioni economiche indirette, come la perdita dei premi di produzione. Diversi tribunali hanno inoltre evidenziato come l’organizzazione dei turni debba tenere conto delle esigenze familiari, soprattutto quando entrambi i genitori lavorano su turni. Favorire una complementarità dei turni tra marito e moglie significa permettere ai genitori di prendersi cura dei figli e di non essere costretti a scegliere tra lavoro e famiglia. Per questo l’8 marzo può diventare anche l’occasione per aprire una riflessione politica e istituzionale.

Chiediamo alla politica di promuovere un confronto con associazioni datoriali e organizzazioni sindacali introducendo indicatori misurabili di pari opportunità e qualità organizzativa nei processi di accreditamento e nel rinnovo delle convenzioni. Indicatori che valorizzino politiche organizzative attente alla conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, alla tutela della maternità e alla gestione dei turni in presenza di figli minori. Una parte fondamentale del sistema sanitario continua a reggersi sulla dedizione di migliaia di donne, madri e professioniste. Donne che ogni giorno curano gli altri. L’8 marzo non può essere soltanto una giornata di celebrazione ma deve diventare una giornata di responsabilità. Difendere il lavoro delle donne nella sanità accreditata e convenzionata significa difendere la dignità del lavoro, la qualità della cura e il futuro del nostro sistema socio-sanitario.

Daniele Leone

Coordinatore infermieristico  - Coordinatore provinciale sanità privata accreditata Fp Cgil Chieti

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