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Metalmeccanici: rottura al tavolo di confronto, sindacati proclamano otto ore di sciopero

Uliano (FIM): «Nessun passo in avanti su salario e sulle parti normative, sostenibilità sociale solo di facciata»

redazione
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Nella giornata di ieri dopo otto incontri di confronto per il rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici si è determinata una rottura al tavolo dopo che Federmeccanica e Assistal hanno di fatto riproposto le proprie posizioni contenute nella “contropiattaforma” presentata nel precedente incontro del 10 ottobre.

Grave è la volontà di Federmeccanica e di Assistal di voler cambiare le regole del modello contrattuale che nella sostanza significa nessun aumento certo per i prossimi anni ma tutto legato all’andamento dell’inflazione.

Insignificanti sono state le risposte per quanto riguarda la stabilizzazione dei contratti di lavoro precari, come del resto non è stata data alcuna disponibilità per quanto riguarda la riduzione dell’orario di lavoro, per noi elemento significativo per affrontare una situazione industriale difficile.

Sono mancati passi in avanti anche su altre importanti parti normative: tra i principali welfare, previdenza formazione e inquadramento professionale, salute e sicurezza, appalti.

Su queste basi era per noi impossibile continuare il confronto.

Fim, Fiom, Uilm pertanto hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione attraverso il blocco delle flessibilità e lo sciopero dello straordinario. Inoltre sono proclamate 8 ore di sciopero articolate con modalità da definire unitariamente a livello territoriale, da effettuarsi a partire dalla prossima settimana.

Al fine di coinvolgere i lavoratori e renderli consapevoli della grave rottura che si è consumata,

verranno organizzate assemblee unitarie in tutti i luoghi di lavoro.

Uffici stampa di Fim, Fiom e Uilm nazionali

 

Il Segretario generale della FIM-CISL Ferdinando Uliano intevenendo al tavolo negoziale ha ricordato come nell’incontro del 10 ottobre scorso era stato detto che se non vi fossero stati passi in avanti si sarebbe determinata una rottura del negoziato. L’unico elemento di novità emerso ieri, è stata la “cortesia” di calcolare l’aumento salariale rispetto sulla proposta formulata in base ai dati Istat dei prossimi 4 anni, di 173 euro in quattro anni contro la nostra richiesta di 280 euro in tre anni. «Se oggi paradossalmente – dice Uliano - volessimo firmare l’accordo, peggioreremmo in maniera sostanziale le condizioni salariali dei lavoratori metalmeccanici rispetto al contratto scaduto del 2021 e su quanto previsto dal patto della fabbrica, dimenticando tra l’altro  che grazie al recupero ex-post l’inflazione colpisce subito i lavoratori, gli aumenti del recupero inflattivo arrivano solo dopo 18 mesi nelle tasche dei lavoratori. Nella proposta formulata si peggiora inoltre il meccanismo attuale di erogazione salariale, posticipando di 6 mesi il pagamento nei casi di scostamento tra inflazione prevista e consuntivata. La proposta formulata non ha considerato nemmeno l’elemento di professionalità, contrattato nel 2021, non erogato negli ultimi due aumenti contrattuali». 

«Avete parlato – dice Uliano - di contratto ESG, sostenibile sul piano sociale e ambientale, ma davanti alla nostra proposta che puntava a creare nuovi diritti e tutele contrattuali di sostenibilità sociale, di sostanza e non di titoli, non avete dato nessuna risposta: a partire dai piani sociali per affrontare le situazioni di riorganizzazioni e ristrutturazioni, con strumenti divensivi sul piano occupazione e piani industriali di rilancio. Ci sono aziende anche in questi giorni licenziano mandando una mail o un whatsapp e riducono gli stipendi cancellando la contrattazione aziendale. Nulla di concreto su molte parti normative, come ad esempio sulle differenze di genere, sulla riduzione dell’orario di lavoro, sullo smart woking, sull’orario di lavoro, sulla stabilizzazione dei contratti precari, sui temi inquadramento e della formazione professionale solo per citare alcuni temi che non hanno avuto nessuna risposta. Di fatto Federmeccanca/Assistal hanno deciso di non rispondere alle nostre richieste ma spesso hanno preso i i titoli della nostra piattaforma e hanno fornito altre risposte, come se fosse una contropiattaforma, creando un caos negoziale e ampliando le distanze anche sulle parti normative». 

«Oggi da quello che vediamo, ci troviamo di fatto davanti ad una rottura generata dalle associazioni impreditoriali. Per questo motivo abbiamo deciso, unitariamente con Fiom e Uilm, di dichiarare il blocco delle flessibilità e 8 ore di sciopero articolate su base territoriale da effettuarsi dal periodo di moratoria entro il 15 gennaio 2025, con l’obiettivo di far cambiare la posizione e l’atteggiamento di Federmeccanica e Assistal. Nei prossimi giorni seguiranno assemblee unitarie in tutti i luoghi di lavoro» la conclusione del dirigente sindacale.  

Ufficio Stampa Fim Cisl

 

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