Dalla B all’Eccellenza per poi retrocedere in Promozione. Nel giro di pochi anni i tifosi del Lanciano hanno dovuto ingoiare dei rospi così amari che la pazienza è finita. Adesso è il momento delle responsabilità , di indicare i colpevoli, di capire chi ha sbagliato e cosa. Ma, forse, non bisogna fermarsi qui. Bisogna andare oltre. Bisogna già pensare a cosa si vorrà fare nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Per dare un progetto calcistico (e non solo) degno di questo nome.
Come fare? Sembra semplice, ma bisogna partire dal buon senso. Dal fare le cose con un certo criterio.
Avviare un progetto serio
Se nelle app slot migliori da scaricare subito gratis si potesse scommettere anche di calcio, probabilmente il Lanciano non sarebbe quotato. Perché questa è stata una stagione nata male e finita peggio. Con una fine che tutti, o quasi, avevano già preventivato: retrocessione dall’Eccellenza alla Promozione e passo indietro. Non è solo, però, un fatto di categoria. Molte volte, nell’arco di questa scellerata stagione, sembra quasi che si sia vissuto alla giornata o, comunque, tante volte più fuori dal campo che dentro il rettangolo di gioco. E i risultati si sono visti.
La prima cosa da fare, una volta passata la rabbia e la frustrazione per questo risultato sportivo, è cominciare a gettare le basi per un progetto serio che possa far sì che dalle ceneri nasca qualcosa di bello. Un progetto che non deve vedere per forza risultati a breve termine ma deve dare l’impressione che si stia sempre andando avanti. Anche nei momenti bui. Un progetto che abbia come fulcro centrale giovani di valore e una società forte.
Coinvolgere tutta la cittÃ
Un altro aspetto da tenere in mente è quello di mettere da parte tutte le divisioni. Diceva un vecchio detto ‘dividi et impera’. Ecco, è proprio così. È nelle divisioni che gli altri prendono il sopravvento riuscendo a ottenere i risultati che vogliono.
Bisogna che il progetto di cui si parlava nel paragrafo precedente coinvolga tutta la città . Non solo a parola ma anche con i fatti. Partendo dalle istituzioni, passando per gli imprenditori e terminando con i tifosi. Che, poi, sono la vera anima di questo sport. Solo unendo le forze si può trarre qualcosa di positivo da questa situazione.
Avere pazienza
Infine, sembra banale ma è opportuno ricordarlo, bisogna avere pazienza. Facendo un esempio per il calcio professionistico, bisogna guardare l’esempio del Napoli. Nel 2004 era fallito, ha ricominciato e adesso si appresta a vincere uno Scudetto strameritato. Mettendo alle spalle squadra come Inter, Milan e Juventus.
Qui, ovviamente, nessuno vuole lo Scudetto ma, con la giusta pazienza e senza l’assillo dei risultati immediati, ci si deve immaginare una squadra che nel giro anche di 5 o 10 anni possa ritornare tra i professionisti in maniera dignitosa. Senza tanti fronzoli ma con serietà . Proprio come lo è stato per un periodo qualche anno fa, quando ha giocato diversi campionati nella nostra serie B.

