Come per qualsiasi altra pianta, anche i semi della cannabis, per poter essere conservati in modo perfetto, hanno bisogno di una grande attenzione. Avere la giusta cura nei confronti dei semi, permetterà non solo di ottenere una pianta che cresce in modo ottimale, ma anche raggiungere un raccolto di tutto rispetto, come confermato dal portale Fast Buds.
Prima di approfondire il discorso su come conservare al meglio i semi, è fondamentale mettere in evidenza come i semi di cannabis sono effettivamente vivi. Infatti, prima di giungere alla germogliazione, attraversano un vero e proprio stato di letargo e, al pari di ogni altro essere vivente, c’è la possibilità che muoiano.
Proprio in virtù del fatto che si tratta di elementi in tutto e per tutto naturali, c’è bisogno di rispettare delle linee guida molto precise, altrimenti i semi non si conserveranno in modo corretto e non daranno i risultati sperati. Nonostante pure i semi possano contare su un guscio particolarmente duri e con un livello di robustezza molto elevato, è bene seguire una serie di accorgimenti che possono senz’altro tornare molto utili.
La durata dei semi con una conservazione corretta
Quando i semi di cannabis vengono conservati in condizioni perfette, ecco che si possono sfruttare fino al massimo a 10 anni, garantendo degli ottimi risultati. La conservazione dei semi in modo corretto risulta essere fondamentale per tante motivazioni, a partire dal fatto che, in caso contrario, i semi potrebbero non arrivare alla fase di germinazione e, di conseguenza, lo sviluppo non sarebbe quello ottimale.
Quali sono le condizioni ideali
Diamo uno sguardo a quelli che sono i requisiti da rispettare per la conservazione dei semi, che sono sostanzialmente tre. Il primo fattore che può condizionare in maniera negativa la conservazione dei semi è senz’altro rappresentato dalla luce. Nel caso in cui abbiate già provveduto a germinare i semi di cannabis in qualche altra occasione, allora sicuramente si è a conoscenza del fatto che la luce è molto importante.
Per quale motivo? Semplice, dal momento che la luce influenza la probabilità che il seme possa aprirsi oppure no. I semi di cannabis, infatti, nel caso in cui dovessero essere esposti in piena luce per una finestra temporale eccessiva, ecco che potrebbero arrivare alla germogliazione prima ancora di essere pronti per piantarli.
Un altro requisito da rispettare e che va preso in considerazione è l’umidità . Una germinazione perfetta dei semi di cannabis passa anche dall’umidità , dal momento che è l’elemento che porta proprio alla germinazione. È fondamentale conservare i semi in un luogo che sia tendenzialmente asciutto, dal momento che se arrivano a un determinato livello di umidità , ecco che i semi cominciano ad assorbire i nutrienti, e non sono abbastanza forti per poter crescere in maniera normale.
Qualora l’umidità nel contenitore usato per la conservazione dei semi si aggiri intorno all’8%, ci sono notevoli probabilità di veder spuntare sia internamente che esternamente ai semi. Allo stesso modo, non è così probabile che i semi arrivino alla germogliazione e, tra l’altro, potrebbero anche morire nel giro di 24 ore.
Il terzo requisito da prendere in considerazione è la temperatura. Il livello di temperatura a cui si devono conservare i semi di cannabis si aggira intorno ai 6-8 gradi Celsius. Si possono mantenere all’interno del frigorifero in cucina, ma va benissimo anche il congelatore, anche se non è la scelta a cui dare priorità .
Uno dei suggerimenti migliori da seguire è quello di collocare all’interno di una cassetta utilizzata per le verdure, oppure proprio alle spalle del frigorifero. Altrimenti, si consiglia di sfruttare un contenitore di raffreddamento, in maniera tale che la temperatura non sia eccessivamente oscillante.

