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Sansificio Vecere: esame dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

Nuovo Senso Civico prepara esposto sui comportamenti rilevati durante la Conferenza dei Servizi

Redazione
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TREGLIO – In discussione è ancora la vicenda del Sansifico Vecere, dopo la conferenza dei servizi svoltasi lo scorso gennaio e per nulla decisiva riguardo al rinnovo o meno della concessione per i prossimi 15 anni, Nuovo Senso Civico chiede un intervento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione con un esposto presentato proprio dall’Associazione.

A pesare sulla vicenda, come spiegato dall’Associazione, sarebbe stato proprio il comportamento, giudicato inspiegabile, del dirigente responsabile della Regione Abruzzo e di quello dell’Arta.

“NSC già nei giorni scorsi aveva pubblicamente manifestato il proprio sconcerto per la mancata chiusura entro i termini di legge della procedura di rilascio dell’AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) per altri 15 anni al sansificio Vecere di Treglio - spiega NSC - Alla fine dell’estenuante maratona della Conferenza dei servizi durata oltre dieci ore, nonostante il dirigente della Regione Abruzzo responsabile unico del procedimento avesse tutti gli elementi per prendere una decisione definitiva in un senso o nell’altro rispettando la scadenza perentoria del 30 gennaio 2017, si assumeva l’enorme e inspiegabile responsabilità di chiudere la procedura senza prenderne alcuna”.

Nuovo senso civico spiega come sarebbe stato necessario, oltre che urgente, prendere una decisione in merito, viste le diverse parti interessate e considerando i pareri già espressi in merito dalle rappresentanza presenti nell’incontro.

“La mancata chiusura della Conferenza dei Servizi con un provvedimento conclusivo, al quale era obbligato il dirigente incaricato, comporta un danno non solo all’intera Comunità che da decenni subisce i tremendi contraccolpi inquinanti del sansificio su salute e benessere generali, ma rischia di causare serie conseguenze alla stessa Regione Abruzzo nel caso la proprietà dell’impianto decidesse di rivalersi per la mancata decisione. Stesso comportamento inspiegabile e poco lineare lo abbiamo notato anche da parte dell‘ARTA, unico ente convocato a non essersi presentato alla Conferenza. Con la sua assenza ad esempio i gravi sforamenti, ormai accertati sulle emissioni in atmosfera, non sono divenuti di fatto parte del procedimento. Allora perché non intervenire e lasciare quei dati fuori?”.

“E’ una vicenda molto grave – chiude Nsc in un comunicato – che va chiarita al più presto. Lo dobbiamo alla salute ed alla dignità di decine di migliaia di persone, ma anche al buon nome  della Regione Abruzzo”. 

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