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Non solo il TAR, ma anche il consiglio di stato si pronuncia a favore del gioco

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Ogni tanto anche per gli operatori del gioco (lecito) e per tutti i casino online c'è qualche spiraglio di sole! E non sembra proprio vero. Quanto meno sarà cielo sereno sino a quando il Giudice di merito, al quale viene demandata la decisione da parte del Consiglio di Stato, non si pronuncerà sull'ordinanza relativa agli orari delle apparecchiature da intrattenimento nel Comune di Torino, ordinanza che proprio lo stesso CdS ha sospeso. Si è aperta, quindi, anche sotto la Mole la “ritrita diatriba” tra Autorità comunali ed operatori del gioco... che non avrà mai fine, almeno sino a quando finalmente non vi sarà una pronuncia nazionale per tutto quello che attiene il mondo del gioco lecito, tanto attesa quanto ormai insperata.

Si riferisce in queste righe della pronuncia appena emanata dal Consiglio di Stato, che accoglie così il ricorso presentato dal concessionario Admiral Gaming Network. Pronuncia che concede la sospensione della disciplina degli orari di apertura delle sale da gioco che il Comune del capoluogo piemontese impone, così riformando una precedente pronuncia sulla stessa materia del Tribunale Amministrativo Regionale che, invece, aveva legittimato il detto provvedimento comunale.

Ma secondo il giudizio e la pronuncia del CdS la questione relativa agli orari è da rivedere ed il Tar dovrà tornare di nuovo a valutare il merito della vicenda, fissando nei prossimi giorni una nuova udienza, e nel frattenpo l'obbligo di ottemperare agli orari è da considerare sospeso. Con la motivazione espressa, il Consiglio di Stato ritiene che le esigenze presentate dal ricorrente investano una sollecita definizione del giudizio di merito. E con queste parole i Giudici hanno accolto l'appello proposto dagli operatori del gioco per la riforma dell'ordinanza cautelare con la quale il Tar Piemonte, nel corso del mese di novembre 2016 aveva confermato la norma relativa all'orario di apertura delle sale pubbliche da gioco ed il funzionamento delle apparecchiature da intrattenimento. Il Tar aveva motivato la propria decisione riconoscendo “la preponderanza dell'interessa pubblico al contenimento della ludopatia”.

La questione dell'ordinanza relativa agli orari in essere nella città di Torino era già stata affrontata facendo riferimento, come importante precedente giurisprudenziale, anche ad ordinanze di Novara, Venezia ed altro. Pronunce che avevano riconosciuto che il termine di otto ore giornaliere di apertura e funzionamento delle sale da gioco lecite sono veramente troppo poche “e non rispettano il principio di proporzionalità”: sopratutto non consentano di sostenere le spese alle quali è soggetto un esercizio pubblico che voglia offrire un buon servizio, curato, attento e controllato ai propri clienti.

Non si finisce mai di parlare di questa situazione degli orari del gioco, non quindi degli orari dei vari casino online, che stanno veramente costringendo tante aziende a chiudere oppure a licenziare i dipendenti. Sembra impossibile che il nostro Esecutivo, seppur nuovo, non tenga nel debito conto tutto questo, proprio nel momento in cui le persone si troveranno “in mezzo ad una strada” a cercare quel lavoro che il mondo del gioco lecito può offrire e che altri segmenti dei servizi non riescono ad offrire.

Perché mettere persone in difficoltà quando potrebbero continuare a lavorare e ad essere retribuite con serenità? Forse l'Esecutivo dovrebbe ai cittadini questa risposta prima di “permettere e consentire” che le varie Amministrazioni sparse lungo tutta la Penisola continuino a fare danni economici in nome di una falsa moralità e “per proteggere i territori” che, forse, dati realistici alla mano non sono poi così in pericolo.

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