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Parco Nazionale d’Abruzzo, l’orsetta Morena non ce l’ha fatta

La triste conclusione alla storia dell’orsa abbandonata dalla mamma e svezzata nel parco prima di tornare in libertà

| di Francesca Stefano
| Categoria: Curiosità e varie
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Una storia particolare ma con una triste conclusione, non ce l’ha fatta l’orsa Morena trovata morta nel Parco Nazionale d’Abruzzo che le aveva dato una possibilità per vivere in libertà, dopo che era rimasta sola senza la mamma.

Le Guardie del Parco la trovarono nel maggio del 2015 mentre vagava alle porte di Villavallelonga. Nella zona circostante nessuna traccia della madre, che forse aveva proseguito il cammino con i cuccioli più forti, quelli che riuscivano a starle dietro.

E così dal ritrovamento era stata allattata, dalle mani dell’uomo con i guanti che avevano toccato altre specie e la maschera da orso, perché era fondamentale che crescesse senza l’imprinting dell'uomo, tutte azioni necessarie per garantirle la sopravvivenza una volta diventata grande.

Una storia che ha intenerito tutti, piccola e sola alle prese con quello che, come spiegato dagli esperti del parco, si è trattato di un evento che può capitare nella natura. Tante le attenzioni per la cucciola di orso marsicano, un esperimento condotto dall’ente Parco per far sì che l’orsa fosse in grado di vivere in libertà, nel suo vero e autentico habitat.

A 10 mesi e 40 chilogrammi lo scorso dicembre Morena era stata liberata in una zona scelta e selezionata dagli esperti, quando iniziava a prepararsi per il letargo. Una bella soddisfazioni per tutti che l’avevano vista crescere e ora tornare in libertà, osservata da lontano con il radiocollare satellitare per vedere come se la cavava nel nuovo ambiente.

Purtroppo però, nonostante tutti gli sforzi per permetterle di vivere tranquillamente in libertà, Morena non ce l’ha fatta. I responsabili del Parco l’hanno trovata ormai morta, qualcosa non ha funzionato nel controllo satellitare che non ha inviato l’allarme per permettere agli operatori di intervenire tempestivamente.

Grande il dispiacere di tutti gli addetti dell’Ente “E' sicuramente la notizia che abbiamo temuto di più in tutti questi mesi e che non avremmo proprio voluto dare, e invece eccoci a raccontarvi l'ultimo capitolo di quella che è stata, fino a ieri, una bellissima storia”. L’ultimo avvistamento durante gli appostamenti il 15 luglio, quando Morena risultava essere in buona salute, ora si cercano indizi per capire cosa sia potuto succedere perché, dalle prime analisi dei veterinari, risulta ancora difficile stabilire quali siano state le cause della morte.

“La possibilità che non ce la potesse fare è sempre stata una costante di questo complesso progetto, testato per la prima volta dal Parco – scrive l’Ente in comunicato diffuso subito dopo il ritrovamento -  Ma le diverse fasi, andate sempre bene, e le reazioni più che positive di Morena, anche in questo periodo in cui ha vissuto libera in natura, ci avevano lasciato ben sperare nel lieto fine. Pur avendo sempre messo in conto questa possibilità, oggi non possiamo fare a meno di provare un profondo senso di delusione, che sicuramente proveranno anche tutti coloro che hanno fatto il tifo per lei, per oltre un anno…”

Francesca Stefano

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