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Un amore chiamato Lanciano: nipote di emigrati frentani, dall’Argentina torna qui per scoprire le sue radici

La storia (e le foto) di Flavio Memmo, argentino con il sangue frentano nelle vene, e nel cuore.

| di Martina Luciani
| Categoria: Curiosità e varie
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LANCIANO - Più di 11mila chilometri, circa 13 ore di volo, e un viaggio all’insegna dell’ignoto, è quanto ha deciso di affrontare Flavio Memmo, argentino di 50 anni, nipote di emigrati lancianesi che, a inizio ‘900, si sono trasferiti in un paese vicino Rosario, in Argentina, per trovare fortuna.

E 2 giorni fa, giovedì 28 maggio, Flavio è arrivato a Lanciano e ha iniziato a fare foto e a stupirsi appena messo il primo piede giù dall’autobus, non appena scoperto di essere arrivato in piazzale Memmo. Quello stesso nome che lo ha portato qui, per la prima volta, per scoprire le sue radici.

Flavio non parla una parola d’italiano, ma con coraggio ed una grande voglia di vedere dove suo nonno, Donato Memmo, nato a Lanciano nel 1883, aveva vissuto fino all’età di 22 anni, è arrivato qui, da solo, con in mano un antico documento di nonno Donato per trovare altre testimonianze dei suoi avi. E girando tra gli uffici dell’anagrafe e della biblioteca comunale, è riuscito a trovare quelle “prove” che cercava: il certificato di nascita di nonno Donato, da mamma Anna Zulli, in contrada Sant’Amato.

E da questi pochi indizi, è riuscito a trovare i suoi parenti, lontani o vicini non importa, lancianesi. E allora ieri, Teodoro e Nicola Memmo, dopo aver incontrato Flavio, lo hanno portato in giro tra le vie di Lanciano, sulla Costa dei Trabocchi, a cena fuori insieme e a Sant’Amato, in un misto di dialetto lancianese, spagnolo e gesti che ha portato a quella lingua universale che può essere solo la famiglia.

E l’emozione di Flavio era evidente per aver, finalmente, messo piede, per la prima volta, dove suo nonno era stato giovane ed aver visto quella Lanciano che, da internet, aveva già imparato a memoria.

Un legame fortissimo, per un luogo mai visitato, ma solo raccontato. Un legame fortissimo con una terra che avrebbe voluto visitare con il papà Assunto Donato Memmo, purtroppo morto nel 2013, proprio quando erano pronti a rompere il salvadanaio per venire qui, insieme.

E’ emozionante scoprire quanto legame ci sia con Lanciano da parte di chi, pur non avendola mai vista, sente di appartenere alla città frentana. Ed è emozionante percepire la commozione che solo la nostalgia per le radici della propria famiglia sa genere e riesce a muovere, letteralmente, le persone nel mondo.

Un viaggio lunghissimo, senza certezze, solo per guardare e toccare con mano quel luogo da cui è iniziata la sua storia e passarci poco più di 24 ore, solo per respirare quell’aria che, in fondo, sa di casa.

Grazie a Flavio e alla sua famiglia lancianese, per aver voluto condividere con noi la sua bellissima storia.

Martina Luciani

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