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Il romanzo Viteliù torna in Frentania

L’opera di Mastronardi presentata al Liceo Classico

| di Simone Cortese
| Categoria: Curiosità e varie | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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LANCIANO - Sull’onda di un successo di critica sempre maggiore e trovando spazio tra le numerose richieste di presentazioni in giro per l’Italia e l’Europa, Viteliù, il romanzo storico del giornalista e studioso molisano Nicola Mastronardi, è tornato per la seconda volta, nel giro di pochi mesi, a Lanciano per un doppio incontro tenutosi ieri, martedì 17 marzo, presso l’aula magna del liceo classico “Vittorio Emanuele II”.

Dopo la conferenza mattutina riservata agli studenti dell’istituto, l’autore, accompagnato dal prof. Raffaele di Virgilio, studioso di letteratura classica e del mondo antico e dalla prof.ssa Angela Tiberio, presidente dell’associazione Atlantide, promotrice dell’incontro, ha replicato con un appuntamento pomeridiano aperto al pubblico.

Viteliù, termine osco da cui deriva la parola latina “Italia”, è uno straordinario viaggio nel mondo dimenticato dei popoli italici: i sanniti, i marsi, i peligni, i frentani, i piceni, e gli altri valorosi popoli dell'Italia centrale che si unirono per costruire il loro sogno di libertà contro la prepotenza romana.

Un sogno temporaneamente infranto dal dictator Silla che operò un vero massacro dell'etnia sannita. Il romanzo inizia diciassette anni dopo quei tragici eventi quando un incubo del passato spinge un vecchio cieco, il comandante sannita Papio Mutilo, che su di sé sente tutta la responsabilità del genocidio subìto dal suo popolo, a riprendere in mano il proprio destino e quello del nipote Marzio, salvato dalle stragi dei sicari di Silla.

Il loro avventuroso viaggio porterà Marzio e, con lui il lettore, a conoscere la storia e le terre delle genti che costruirono la prima nazione cui fu dato il nome di Italia. “E’ proprio grazie alle popolazioni italiche divenute nazione nell’antica Corfinium - ha affermato Di Virgilio - che è nata la parola Viteliù latinizzata in Italia e il romanzo di Mastronardi per l’importanza e la memoria di questa grande storia va paragonato senza esagerazione alle opere di Tucidide e ai grandiosi eroi omerici come Achille”.

In seguito, visibilmente emozionato ha preso la parola lo stesso Mastronardi che si è detto: “felice di tornare nuovamente a Lanciano ed in modo particolare al liceo Vittorio Emanuele, il primo tra le numerose scuole abruzzesi, ad inserirlo ufficialmente nel piano della sua offerta formativa e nel programma di lettura all’interno di un progetto interdisciplinare tra le discipline di  Italiano, Storia e Storia dell’Arte in tutte le classi quarte ginnasiali.”

Simone Cortese

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