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La mosca olearia minaccia la raccolta delle olive, magre le previsioni per quest’anno

Anche in Provincia di Chieti si chiede di anticipare i termini per l'avvio

| di Francesca Stefano
| Categoria: Ambiente e territorio
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Sembra essre proprio un’annata difficile per la produzione dell’olio nella nostra Regione, ma così come in tutta l’Italia Meridionale, sono le associazioni di categoria a lanciare l'allarme sostenendo come questa campagna di raccolta registrerà un drastico taglio produttivo rispetto all’anno precedente, che è stato abbondante dopo un’altra annata difficile come quella del 2014.

A creare problemi in termini di qualità ma anche di quantità, è proprio la mosca olearia che minaccia il raccolto, complice anche il clima delle passate stagioni “In primavera il freddo durante la fioritura, e pioggia e vento nella fase di allegagione, avevano fatto volgere la lancetta delle previsioni verso il negativo. – spiega Copagri Abruzzo - A dare il colpo di grazia agli olivi, mediamente già in scarica, è stato ancora il clima inclemente, che ha favorito ripetuti attacchi di mosca. La flessione produttiva sembra omogenea in tutte le aree maggiormente vocate”.

Situazione difficile quindi per gli agricoltori e produttori, purtroppo sono tanti gli alberi spogli con olive già cadute, mentre per le altre ancora sull’albero è facile vedere gli effetti dell’attacco della mosca. Anticipati i termini per la raccolta nella provincia di Pescara, avviata il 28 settembre anziché il 20 ottobre come stabilito, proprio a causa dei danno già riscontrati, ma lo stesso problema si verifica in tutto il territorio per cui infatti la Copagri ha richiesto in una lettera indirizzata all'Assessore Pepe di estendere il provvedimento anche nella Provincia di Chieti. 

"Ci preoccupiamo del fatto – si legge in una nota di Camillo D'Amico, presidente Copagri Abruzzo  - che, identica decisione, non sia stata sinora assunta per le province di Chieti e Teramo dove, almeno sulla carta, sono operanti altri due consorzi D.O.P. di tutela e dove alcuni produttori ancora certificano la propria produzione e necessiterebbero di altrettanta autorizzazione nell’anticipo alla raccolte per le medesime necessità dei produttori olivicoli aderenti all’Aprutino–Pescarese. Questa situazione non fa che rafforzare quanto sempre la Copagri Abruzzo ha sostenuto ed asserito ossia di trovare al più presto una formula di tutela unica ed unitaria per l’intera regione superando le D.O.P. oggi presenti”. 

Francesca Stefano

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