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Digital divide: cos’è e la situazione in Abruzzo

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Nell’era della digitalizzazione ci sono ancora troppe persone che non hanno accesso ad internet e pagano lo scotto di una situazione che crea disagi non solo a livello sociale, ma anche a livello economico e culturale. Non a caso sentiamo sempre più spesso parlare di Digital Divide, ossia la divisione digitale intesa come mancanza di accesso e di fruizione alle nuove tecnologie di comunicazione e informatiche. Da qualche anno ormai si parla di questo argomento, che con il passare del tempo riguarda aspetti sempre diversi delle nuove tecnologie e non solo.

I primi a parlare di digital divide furono Al Gore e Bill Clinton, quando, all'inizio degli anni novanta, intrapresero una politica di forte sviluppo e potenziamento dell'infrastruttura di internet negli Stati Uniti. Il concetto di "divario digitale" era riferito alla difficoltà di accesso a internet in determinate zone del paese (difficoltà intesa anche sotto l'aspetto dei costi).  In quegli anni internet esplode come fenomeno di massa e diventa sempre di più un mezzo di lavoro e di business, oltre che ovviamente di divertimento. Ed in questi ultimi anni la situazione è ovviamente migliorata rispetto al passato anche se c’è ancora molto da lavorare in Italia e nella nostra regione. E’ sicuramente il momento di internet questo e pensare che si parli ancora di digital divide può apparire quasi strano. Certo, i più giovani sono certamente più avvantaggiati essendo nativi digitali, mentre è più complicato per chi è avanti con l’età e deve ogni giorno provare a cimentarsi con queste nuove tecnologie. Per fortuna qualcosa si sta muovendo ed infatti capita sempre più spesso di vedere persone un po’ più avanti con l’età che utilizzano i social network, che giocano a carte non più soltanto al bar ma anche online su siti riconosciuti e certificati. Insomma ci vuole soltanto un po’ di tempo ed investimenti in formazione ed infrastrutture da parte delle istituzioni.

Digital Divide: la situazione in Italia

L’Italia si posiziona in 25esima posizione nella classifica della digitalizzazione dei Paesi dell’Unione. Dietro di noi solo Grecia, Bulgaria e Romania. Chi si occupa di simili temi, non sarà sorpreso: otteniamo risultati simili da oltre un decennio e non ci siamo mai seriamente impegnati per provare a colmare il divario che ci distanza, se non dai paesi scandinavi o dalla Gran Bretagna, almeno dai numeri di Spagna o Francia, paesi mediterranei forse più simili a noi. D’altronde le statistiche parlano chiaro: oltre due italiani su tre sono connessi a Internet ma di questi ad essere stabilmente in rete (persone che utilizzano la rete ogni giorno per informarsi, pagare i conti, dialogare con aziende e PA) sono poco più di un italiano su due. Così, su una strada di Milano o Roma, un italiano su due vi risponderà che è connesso, mentre l’altro, ad una domanda successiva sulle ragioni per cui non utilizza Internet, con ogni probabilità vi risponderà perché “non gli interessa”.

Digital divide Abruzzo

Migliora la situazione in Abruzzo dove è stato avviato un progetto da dieci milioni di euro da parte della Regione per la diffusione della banda larga nelle aree rurali. In questa regione in oltre il 50% del territorio si può contare su una velocità di connessione inferiore ai 2 Mbps mentre il 15% della regione non dispone di collegamento Adsl. La regione ha stanziato 2 milioni e 860 mila euro nell’ambito della misura 3.2.1 del Piano di sviluppo rurale nella parte relativa “Servizi essenziali per l’economia e per la popolazione rurale”. I restanti sette milioni di euro, invece, sono fondi Cipe e rappresentano il frutto dell’Accordo di Programma con il Ministero per lo Sviluppo Economico. L’obiettivo è di colmare il gap informatico dell’imprenditoria ed è un passaggio fondamentale al fine di migliorare la competitività di un settore che, peraltro, è in continua evoluzione.

Un progetto che abiliterà e migliorerà i servizi che prevedono il trasporto dati tra le sedi regionali, come per esempio il VoIP, e renderà possibile l’interconnessione tra i centri tecnici regionali alla base del futuro sviluppo ICT dell’intera Regione Abruzzo. Non solo comuni ed enti pubblici, perché la nuove rete consentirà di attivare servizi di nuova generazione anche per imprese e cittadini. Il piano di sviluppo per le aree bianche dell’Abruzzo prevede 234 mila unità immobiliari in 190 comuni. L’investimento complessivo è di 90 milioni di euro. Sono già 120 i cantieri aperti da Open Fiber e a fine 2019 i lavori saranno terminati in 42 comuni coprendo 23 mila unità immobiliari.

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