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Ifi, polemica dell'azionista Pompeo Vincenzo Bava e chiarezza sul caso

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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È incredulo il Dott. Pompeo Vincenzo BAVA - azionista di riferimento di Ifi Lux – per quanto sta accadendo in queste ultime ore riguardo le vicende successive alla decisione dello scorso mese di luglio del Tribunale di Vercelli di decretare lo stato di fallimento della Ifi di Santhià, decisione peraltro mai condiviso né accettata dallo stesso Bava nel tentativo di salvaguardare gli investimenti effettuati dagli azionisti stessi.

Ma ripercorriamo brevemente i fatti.

Nei giorni immediatamente successivi la decisione del Tribunale ed a più riprese sono stati lanciati appelli alle competenti Istituzionali locali e regionali per la costituzione di un tavolo di lavoro finalizzato alla ripresa delle attività produttive aziendali.

Appelli tutti caduti nel vuoto e rimasti desolatamente senza risposta. Così come nel più assoluto silenzio e con la complicità delle Organizzazioni Sindacali ed in primo luogo del Segretario Generale della Fiom CGIL Ivan Terranova è stato avvallato e concluso in tutta fretta il licenziamento degli 80 lavoratori occupati presso lo stabilimento.

A più riprese ed in diverse occasioni – evidenzia il Dott. Pompeo Vincenzo BAVA – avevo avuto modo di evidenziare il comportamento non coerente e poco trasparente del Sig.Terranova della Fiom CGIL. Una situazione di stallo e di accondiscendenza diffusa che ha spinto gli azionisti, nell’estremo tentativo di salvare gli 80 posti lavoro e non disperdere un patrimonio industriale, a presentare ricorso avverso la decisione del Tribunale di Vercelli.

Sappiamo bene che in Italia tempi della Giustizia non sempre si conciliano con le esigenze dei cittadini ed in questo caso anche delle imprese. Infatti la  discussione del ricorso è prevista per oggi, martedì 22 ottobre, a distanza di ben 3 mesi dalla dichiarazione dello stato di fallimento.

Ma vogliamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica alcuni fatti ancora più gravi. Veniamo a conoscenza del fatto che, proprio alla vigilia dell’esame del ricorso, sono stati richiamati in servizio (per il tramite di un’agenzia di somministrazione di personale) 4 ex-lavoratori di Ifi per svolgere le attività di completamento della documentazione relativa alle ultime due carrozze già consegnate al cliente Ansaldo a stabilimento già chiuso.

Com’è possibile tutto questo e quali sono i motivi di questa decisione?

Tutto il lavoro di ricondizionamento delle carrozze era stato svolto dal personale Ifi, che poteva pertanto concluderlo ed essere quindi fatturato con conseguente immissione di liquidità che avrebbe assicurato la continuità aziendale ed il relativo pagamento delle competenze del mese di luglio. Ora invece questo incasso viene destinata alla gestione della Procedura!

Com’è poi possibile che uno dei motivi a suo tempo adotti dal Tribunale per la chiusura dello Stabilimento era riconducibile al mancato rispetto delle norme in materia di Sicurezza sul lavoro ed ora il personale può tranquillamente operare all’interno dello stesso? Forse che in questi mesi i Commissari hanno messo in atto le misure di sicurezza eventualmente mancanti o i problemi sono “magicamente” scomparsi?

“Come abbiamo sostenuto sin dall’inizio – conclude l’azionista di riferimento di Ifi – questa vicenda non è chiara e continuano a rimanere a noi incomprensibili le ragioni della decisione a suo tempo adottata dal Tribunale e la gestione di tutta la fase post-fallimentare.

Forse ad altri il quadro sembrerà chiaro, ma noi riteniamo che con una maggiore ponderatezza e trasparenza anche da parte delle Istituzioni e dei rappresentati politici (nel più assoluto silenzio in questi mesi post-fallimento), oggi l’azienda sarebbe pienamente produttiva ed il destino di 80 famiglie non sarebbe finito nel più totale dimenticati”.

Confidiamo da ultimo nella proclamazione di un immediato e corretto giudizio dalla parte della Corte
di Appello – conclude Vincenzo BAVA – in modo da riprendere con la stessa passione ed entusiasmo delle ultime settimane il cammino industriale di Ifi così brutalmente e inopinatamente interrotto”

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