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ESAURIMENTO NERVOSO: cos’è e come affrontarlo

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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IL TERMINE ESAURIMENTO NERVOSO

Quante volte ci è capitato di dire “sono esaurito!” o “mi verrà un esaurimento nervoso!”, nonostante questo termine non sia classificabile in un vero e proprio disturbo psichiatrico, è rimasto nel linguaggio comune ed è ancora oggi ampiamente utilizzato.

Come mai nonostante sia passato più di un secolo e mezzo dalla sua introduzione nel mondo psichiatrico, rimane un termine così ampiamente utilizzato? La spiegazione forse è da individuare nel fatto che descrive una condizione mista di sintomi, difficilmente classificabili in un unico disturbo, che, a causa dei ritmi sempre maggiormente stressanti della nostra società, sono estremamente diffusi.

Quando parliamo di esaurimento nervoso infatti ci riferiamo a sintomi ansiosi e/o depressivi che possono cronicizzarsi, dovuti principalmente a fattori stressogeni.

DI COSA SI TRATTA

I sintomi ansiosi e/o depressivi dell’esaurimento nervoso possono comparire in modo subdolo, quindi graduale e lento o in modo acuto, repentino e quasi inaspettato. E possono caratterizzarsi per:

  • Mal di testa: la persona inizia a soffrire di cefalea, emicrania, aspetto che aumenta ulteriormente il livello di stress percepito.
  • Tachicardia, palpitazioni, sensazione di mancanza di respiro, nausea o disturbi addominali, tremori e sudorazione, vertiginiche sono tutti sintomi caratteristici degli stati ansiosi e si possono presentare in maniera più o meno forte.
  • Umore depresso o instabile che si caratterizza per anedonia (mancanza di piacere), astenia (mancanza di energia), tristezza, pianto, magari alternati a momenti di euforia.
  • Disforia e rabbia: molto spesso la condizione di stress a cui si è sottoposti porta la persona a sperimentare irritabilità e nervosismo, sia verso gli altri sia verso se stessi.
  • Sintomi psicosomatici: disturbi gastrointestinali, psoriasi, crampi muscolari, disturbi sessuali ecc.
  • Rimuginio e ruminazione che consistono in forme di pensiero persistenti che alimentano i sintomi ansiosi e depressivi.

Tutti questi sintomi portano l’individuo a valutarsi negativamente, criticarsi, aspetto che aumenta ulteriormente i sintomi in un circolo vizioso senza fine.

CAUSE DELL’ESAURIMENTO NERVOSO

Ma come si arriva all’esaurimento nervoso?

È possibile individuare sia cause specifiche, sia un insieme complesso di fattori che portano la persona a questa condizione. Infatti, eventi singoli ma stressanti, quali la perdita del posto di lavoro, una separazione o anche una condizione di malattia cronica, possono essere cause sufficienti per far sì che l’individuo sperimenti sintomi ansioso/depressivi. In altri casi, una condizione generale di stress dovuta ad una vita lavorativa intensa, rapporti familiari tesi, uno stile di vita disregolato, possono complessivamente e gradualmente portare all’esaurimento nervoso.

Qualunque sia la motivazione (ed è bene riconoscerla precisamente per potervi intervenire ove possibile), una condizione in cui l’individuo è posto di fronte a pressioni o sfide ambientali che superano la sua capacità di farvi fronte, può portare a reazioni psicologiche ansioso-depressive che comunicano che il sistema è andato “in tilt”.

Ovviamente vi può anche essere una predisposizione genetica a sviluppare sintomi depressivi e ansiosi, ma come sappiamo, è l’ambiente che determina per la maggior parte dei nostri disturbi psichiatrici: avere avuto figure di riferimento problematiche, magari anche essere depresse o ansiose, che hanno portato alla costruzione di schemi personali maladattivi, può essere un fattore predisponente lo sviluppo di tale sintomatologia, di fronte ad eventi stressanti.

RIMEDI DISFUNZIONALI PER L’ESAURIMENTO NERVOSO

Considerando che di depressione ne soffre circa il 10% della popolazione e  il4/5 % soffre di disturbi d’ansia, non è difficile spiegare l’uso massivo degli psicofarmaci nel nostro paese: gli antidepressivi sono le sostanze psicotrope maggiormente utilizzate in Italia, tanto che nel 2017 il 6% della popolazione ne ha fatto uso e circa sette milioni di italiani tra i 15 e i 74 anni (il 15,1% della popolazione) ne fa uso almeno una volta nel corso dell’anno.

L’uso dei farmaci è talvolta indispensabile e un buon rimedio nei momenti di maggiori acuzie del sintomo, ma devono essere prescritti dopo un’attenta visita medica specialistica e accompagnati da una psicoterapia efficace. Infatti, per l’esaurimento nervoso si possono apprendere molti strumenti utili affinché questa condizione si riassorba e non si ripresenti più.

Quindi l’uso dei farmaci, se necessario, è meglio che sia accompagnato ad una psicoterapia cognitivo comportamentale, che favorisca la comprensione del perché è avvenuto l’esaurimento e quali tecniche sono maggiormente utili per quella specifica persona.

COME AIUTARE CHI SOFFRE DI ESAURIMENTO NERVOSO

L’esaurimento nervoso spesso influenza anche il contesto familiare nel quale la persona è inserita, ma vi possono essere degli accorgimenti utili al fine di alleviare in parte questa sofferenza:

  • Problem solving: quando l’esaurimento nervoso è riconducibile a situazioni che possono essere modificate o gestite, è utile aiutare la persona a trovare soluzioni valide al problema, anche grazie a tecniche specifiche, in cui è possibile scomporre i problemi in problemi più piccoli e vagliare tutte le soluzioni alternative per farvi fronte in modo sistematico.
  • Vicinanza emotiva: chi soffre di ansia o depressione non lo fa apposta, se potesse ne farebbe volentieri a meno. Quindi far sì che la persona si possa sentire compresa, in un clima di accettazione e calore, può ridurre l’autocritica in chi ne soffre e permettergli di sentirsi degno di aiuto.
  • Sostenere il percorso terapeutico aiuta il proprio caro a sentirsi normalizzato nella sua esperienza e ad avvicinarsi alla terapia, in particolare quando vi è diffidenza o vergogna nell’affrontarla.

TRATTAMENTO PER L’ESAURIMENTO NERVOSO

Il trattamento d’elezione e con maggiori evidenze scientifiche rispetto ad ansia e depressione è quello cognitivo comportamentale che generalmente si declina nei seguenti step:

  1. Una fase di assessment (valutazione) attraverso la quale è possibile comprendere il funzionamento della persona e capire come mai si è arrivati a un esaurimento nervoso.
  2. Una fase di psicoeducazione rispetto ai sintomi, depressivi e ansiogeni, al fine di conoscere come si manifesta l’esaurimento nervoso per quella specifica persona. Imparare a conoscere le reazioni emotive, fisiologiche e cognitive può aiutare a prevenirle.
  3. Un iniziale lavoro cognitivo sulla ruminazione, sul rimuginio, sui pensieri catastrofici e le distorsioni cognitive che mantengono i circoli viziosi e aumentano l’ansia o l’umore depresso.
  4. Un lavoro comportamentale in cui si agisce, ove possibile, sui fattori stressogeni e si aiuta il paziente a migliorare il proprio stile di vita in termini di benessere psicofisico.
  5. Applicare tecniche mindfulness-based volte al rimanere nel qui e ora, sospendendo il giudizio e favorendo l’accettazione di ciò che non possiamo cambiare, è molto utile e favorisce l’acquisizione di un nuovo stile di vita.

CONSIGLI UTILI

Quando ci accorgiamo di essere sottoposti a forte stress e di sperimentare sintomi invalidanti, è perciò utile fermarci per capire cosa ci sta succedendo. Rimandare una visita psicologica, pensando che passerà, significa portare il nostro corpo e la nostra mente allo stremo e non prenderci cura di noi.

Vi sono comunque attività o azioni che nel frattempo possiamo fare, che giovano al nostro benessere:

  • Attività sportiva per aumentare il rilascio di endorfine e favorire la riattivazione fisica.
  • Lo Yoga che è stato dimostrato avere effetti benefici calmanti, attivando il sistema parasimpatico.
  • Una corretta igiene del sonno, che significa avere orari regolari e dormire un numero sufficiente di ore per sentirsi riposati.
  • Una buona alimentazione.
  • Una vita sociale e familiare attiva ed emotivamente appagante.

Questi e altri consigli utili sono applicabili la dove è ancora possibile agire sul nostro stile di vita, ma quando i sintomi sono troppo invalidanti è bene affidarci ad un professionista, con il quale trovare strategie e soluzioni funzionali utili a gestire e d uscire dall’esaurimento.

BIBILIOGRAFIA

Leveni, D., Michielin, P., Piacentini, D., (2014). Superare la depressione. Un programma di terapia cognitivo-comportamentale.Erikson.

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