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Gengive ritirate: possibili cause e rimedi

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Si può parlare di recessione gengivale quando i tessuti che circondano il dente si distaccano e si allontanano progressivamente, andando ad esporre in modo eccessivo la radice (il margine apicale). Oltre a quanto indicato, si può verificare anche un altro problema, vale a dire la formazione delle cosiddette "tasche", che facilitano la produzione di batteri e causano non poche patologie.

Se non si interviene in maniera repentina, è possibile  che il tessuto e le ossa dentali vadano incontro a profonde alterazioni che, a lungo andare possono determinare anche la vera e propria caduta dei denti. Tuttavia, è bene sottolineare che le gengive che si ritirano sono un problema assai diffuso e che molte persone non si accorgono di soffrire di questo disturbo, in quanto non presenta dei sintomi immediatamente percepibili. Infatti, inizialmente, il soggetto si trova a fare i conti con una forte sensibilità dentale.

Con il passare del tempo i denti appaiono più lunghi e con la lingua è possibile percepire una cavità in corrispondenza della linea delle gengive. Sicuramente, non è un problema che può essere trascurato. Per tanto, è bene effettuare dei controlli regolari dal proprio dentista di fiducia. Non sai a chi affidarti? Virzì dentista a Milano mette a disposizione la propria competenza per risolvere il problema della recessione gengivale, individuando il modo più adatto di intervenire a seconda del paziente.

A cosa è dovuta la recessione gengivale?

Il ritiro delle gengive è un fenomeno abbastanza comune negli adulti di età superiore ai 40 anni. Tuttavia, alcune manifestazioni di questo tipo si possono verificare già in epoca adolescenziale. Le cause sono molte, in primis lo scorretto spazzolamento dei denti: attuato i maniera troppo aggressiva. Anche una scarsa igiene, però, può essere determinante in tal senso, in quanto porta alla formazione del tartaro, che può essere rimosso solo con una pulizia professionale.

Non bisogna dimenticare, poi, l'insorgere della parodontite, un'infezione batterica che può distruggere il tessuto gengivale e l'osso, che è fondamentale per tenere il dente al proprio posto. A rendere le gengive più sensibili sono anche i cambiamenti ormonali che si possono verificare nella vita di una donna, come la pubertà, la menopausa e la gravidanza. Inoltre, è bene sottolineare che i fumatori sviluppano più facilmente la placca batterica, che è responsabile, come già ricordato in precedenza, delle gengive che si ritirano.

Proseguendo, non è possibile non ricordare i piercing al labbro o alla lingua, che danneggiano le gengive per sfregamento, ed il bruxismo, la tendenza a serrare i denti, che aumenta in caso di stress e tensioni. A ciò si aggiunge anche il fatto che i denti sorti possono scaricare sulle gengive la forza impressa dal morso, contribuendo a farle retrocedere. Infine, questa problematica può insorgere a seguito di una predisposizione genetica.

Come è possibile curare il ritiro delle gengive?

I casi meno gravi di recessione gengivali vengono risolti semplicemente attraverso una pulizia professionale dell'area interessata che viene eseguita dal dentista, durante la quale vengono eliminate placca e tartaro, responsabili dell'infiammazione. Quando, invece, la situazione diventa critica e si va incontro alla perdita di tessuto osseo od alla formazione di tasche gengivali eccessivamente profonde, è necessario propendere per un intervento di chirurgia odontoiatrica.

Per ripristinare l'aderenza gengivale è possibile optare per un innesto di tessuto molle, che permette di coprire la radice esposta e di inspessire il tessuto gengivale. Inoltre, per ripristinare sia l'estetica dentale, che la funzione masticatoria, seriamente compromesse, è possibile procedere con un impianto dentale.

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