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Trovare lavoro in Italia: le professioni più cercate per il futuro

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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È risaputo che trovare lavoro in Italia non sia esattamente così facile come si possa pensare. Eppure gli ultimi dati a disposizione mettono in evidenza che aumentano le richieste per alcune professioni in particolare. L’importante, come ha messo in luce una ricerca dell’Università di Padova, è riuscire ad adattarsi rapidamente alle nuove situazioni. Sarebbe questa la strategia principale, secondo gli esperti, a consentire di trovare più facilmente lavoro, anche quando si decide di cambiare la propria professione. Ma quali sono precisamente le caratteristiche che un lavoratore deve avere per riuscire a trovare lavoro velocemente? Vediamo di fare chiarezza in questo senso.

L’integrazione delle competenze tecniche

Saper fare espressioni con le frazioni, intendersi di gestione e di tecnica, avere un vasto bagaglio di conoscenze e di abilità che riguardano l’informatica, la digitalizzazione e la capacità di relazionarsi con gli altri: sono tutti questi saperi integrati perfettamente che vengono sempre più richiesti ai nuovi lavoratori, per poter approcciarsi anche alle attività più comuni.

L’evoluzione del mercato del lavoro è sempre più attenta ad individuare le persone che abbiano tutte queste caratteristiche. Gli esperti infatti ritengono che chi possiede questa integrazione di più abilità e competenze possa riuscire ad avere successo nel prossimo futuro in un contesto lavorativo.

Anche in Italia, seppure i dati della disoccupazione per certi versi appaiono preoccupanti, si comincia a guardare alle più ampie opportunità che un’integrazione dei saperi può riuscire a mettere in campo.

Ma quali sono le professioni che più verranno richieste per i prossimi anni? Quali sono i settori su cui si ha la possibilità di essere gratificati a livello di assunzioni? La ricerca condotta dall’Università di Padova ci dà delle precise indicazioni anche a questo riguardo.

Il ruolo delle professioni digitali

Le ultime indagini che riguardano il mercato del lavoro sono concentrate a comprendere di più che cosa succederà negli anni compresi tra il 2019 e il 2023. Anche Unioncamere e l’Agenzia nazionale per le politiche attive e il lavoro hanno messo insieme a punto un report sui fabbisogni occupazionali dei prossimi anni.

È risultato che in testa ci sono sicuramente le professioni digitali. Si tratta tutti di lavori che riguardano l’intelligenza artificiale, internet e i dati digitali. Uno spazio molto importante verrà dato alla valorizzazione dell’ecosostenibilità.Insieme questi due settori potranno coinvolgere più di 500.000 lavoratori.

Gli esperti nell’analisi dei dati, quelli che si occupano di sicurezza informatica, coloro che hanno competenze che riguardano la gestione dell’energia e del marketing ambientale potranno partecipare attivamente alla trasformazione economica che andrà sempre più tenendo conto dell’ottica informatica e della sostenibilità ambientale.

Ma dei posti di lavoro importanti saranno anche quelli riservati agli specialisti dell’educazione e della cultura, come i docenti, gli organizzatori di eventi culturali, gli esperti in comunicazione incentrata sui beni culturali, i traduttori e i progettisti di corsi di formazione.

Inoltre c’è un altro effetto da considerare. Si tratta del progressivo invecchiamento della popolazione, in particolare nel nostro Paese, aspetto che darà lavoro a tutti coloro che hanno intenzione di dedicarsi a delle professioni collegate alla salute. Si prevedono più di 300.000 posti di lavoro che riguarderanno direttamente i medici, gli infermieri e i fisioterapisti.

In base a ciò che emerge dallo studio, le imprese avranno bisogno di più di 200.000 lavoratori che abbiano delle competenze specialistiche in informatica e in matematica. Non è detto tra l’altro che i datori di lavoro riusciranno a trovare facilmente coloro in possesso di queste competenze specialistiche.

Unioncamere infatti ha divulgato dei dati che dimostrano come in Italia siamo ancora indietro per quanto riguarda gli specialisti in scienze matematiche, chimiche, fisiche ed informatiche. Inoltre mancano anche molti tecnici che sappiano occuparsi dei campi ingegneristici o che siano esperti nella gestione dei processi di produzione.

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