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I sindaci dicono ancora no a Terna: "le condizioni poste sono inaccettabili"

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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“Per Castel Frentano, Paglieta e Lanciano le condizioni dettate da Terna per proporre varianti di tracciato dell’Elettrodotto Villanova-Gissi e per mitigare gli impatti dell’elettrodotto sui loro territori sono uno schiaffo inaccettabile”. Così si commenta quanto avvenuto dopo i giorni scorsi.

“Non può essere questa la disponibilità della società, dichiarata all’indomani dell’incontro di Roma (11 giugno), - si legge nella nota - quando i rapporti si erano “irrigiditi” di fronte alla chiusura di Terna a presenziare una riunione “trasparente” e allargata ad una rappresentanza dei Comuni – comunque richiesta dalla Regione e inizialmente autorizzata - presso il Ministero dell’Ambiente”.

Dovevano essere vautati, alla presenza di un rappresentante scelto dai comuni (era stata indicata la dottoressa Antonella La Morgia, CAST) i documenti esecutivi. Proprio questi documenti rappresentano ancora, con le difformità contestate rispetto al progetto autorizzato, uno dei nodi da sciogliere, su cui comitati ed enti si dicono convinti a continuare la battaglia. È guerra dunque contro Terna e contro il decreto che autorizza l’opera energetica, ritenuta un “cattivo progetto“, che è andato avanti solo per rimedi e revisioni alle lacune e criticità d’origine.

Terna ha imposto ai tre comuni (Lanciano, Castel Frentano e Paglieta), incontrati il 1 luglio in Regione, il limite di 25-30 metri per studiare spostamenti dell’attuale percorso e la necessità di indicare i punti di ingresso e uscita dei tratti modificati. La risposta dei sindaci è stata no. A D’Alfonso è stato ribadito che nelle zone abitate e di espansione, dove si contestano gli attraversamenti, pochi metri non fanno nessuna differenza.

“Con orgogliosa dignità - si legge nella nota - i sindaci Gabriele D’Angelo (Castel Frentano), Nicola Scaricaciottoli (Paglieta) e Mario Pupillo (Lanciano), non hanno voluto negoziare deviazioni di appena qualche metro per i mega sostegni a 380 mila volt, e hanno dichiarato di mantenere inalterata la loro posizione legale in merito ai ricorsi davanti ai giudici del TAR, dove si attende che la discussione affronti il merito dei motivi d’impugnativa”.

Particolarmente duro con Terna è stato il sindaco di Castel Frentano, che non accetta di essere trattato né da Terna né dalla regione con un atteggiamento quasi da Troika con la Grecia, e ha definito “apodittiche” le posizioni della società, gestore della RTN. D’Angelo ricorda che la richiesta di migliorare il percorso nei tre comuni è stata presentata nel procedimento, dove c’era un pregiudiziale veto di Abruzzoenergia a qualsiasi modifica, e poi successivamente, sulla base di un estratto delle fasce di fattibilità (la cui cartografia è rimasta fantasma). Infatti, in base alla legge, le varianti a rilievo localizzativo sono possibili dopo il decreto definitivo, purché soggette a nuova VIA. Per questo sarebbe stata già sollevata l’attenzione della regione, a partire dall’agosto dello scorso anno fino ai tavoli di questo inverno e al consiglio straordinario dello scorso febbraio.
Resta anche da vedere il peso (forse politico) della variante di Atessa, che è stato il primo comune a siglare l’accordo sulle compensazioni e ad accettare l’elettrodotto, quando non c’era ancora stato il decreto di VIA, e che propone lo spostamento in rettifilo di alcuni sostegni, ben oltre il limite dei 30 metri.

Terna non ha fatto nessuna concessione – sostiene anche Antonella La Morgia (CAST, Comitato Ambiente Salute e Territorio), perché sono già le ditte che eseguono i lavori in appalto a poter normalmente concordare questi spostamenti con i proprietari espropriati e altri privati consenzienti, negoziando soluzioni ritenute più “comode” entro la fascia di rispetto del tracciato”.

Il Sindaco di Castel Frentano attacca però anche le responsabilità della regione. “Siamo stati per mesi a chiedere di essere ricevuti -  afferma Gabriele D’Angelo - e nel silenzio perpetrato si è invece concesso solo a Terna di sfruttare il tempo a suo favore. Ora abbiamo avuto dal presidente le ore contate per decidere sulla testa dei nostri cittadini.  Due-tre giorni per ipotecare il futuro di famiglie, sul quale c’era il diritto di dire la nostra parola davanti al progetto preliminare, e non a giochi fatti, com’è accaduto con la “procedura” seguita da Abruzzoenergia. Ora va chiarito anche il ruolo della regione e se ha avuto, nei confronti dei comuni, non meno misteri di quanti ne abbia Terna.  Mentre si dichiarava a parole solidarietà ai territori, forse si decideva nelle stanze aprendo altre porte a Terna, e non si ascoltava chi chiedeva continuamente di essere messo al corrente anche di quell’operato.”
Anche per i Comitati, la regione sembra aver seguito un doppio binario: da un lato con la revoca di determine che disconoscono i presupposti del progetto e con gli incarichi, mai adempiuti, affidati all’avvocato Cristina Gerardis di esaminare le criticità. Dall’altro, la regione avrebbe messo a Terna più tappeti rossi che ostacoli, per sanare buchi e lacune progettuali contestati nei copiosi dossier degli ambientalisti. 

I Comitati (Coordinamento Comitati No Elettrodotto e Forum Acqua) ora passano al vaglio i documenti più recenti che non sono stati “stranamente” trasmessi ai comuni. Note, determinazioni, pareri e assensi, testimonierebbero l’attività degli organi regionali (come il Servizio Politiche Energetiche che fa capo alla D.ssa Iris Flacco) incaricati di valutare una documentazione esecutiva che avrebbe poco a che fare – come hanno sempre contestato gli ambientalisti - con quella su cui si sono basate le osservazioni in sede di VIA.  Terna avrebbe praticamente sviluppato un suo nuovo progetto, che dai piloni alle fondazioni non rappresenterebbe proprio l’ingegnerizzazione di quello autorizzato. Il caso di Paglieta, dove sono stati fatti lavori e poi si è chiesta l’autorizzazione per gli spostamenti, lo confermerebbe.
“Il calcolo della cosiddetta fascia di asservimento è un caos di documenti che si contraddicono - spiega Antonella La Moriga - Si è partiti con un metodo di calcolo e si è arrivati ad un altro, accorciandola come l’orlo di una gonna, sapendo che gli agricoltori non avrebbero potuto capire granché”. 

Poi racconta la storia di una coppia di inglesi, che avevano scelto di vivere nella bella campagna di Colle Campitelli (contrada di Lanciano) comprando terreno e costruendo proprio negli anni in cui il procedimento era sui tavoli del Ministero. Nessuno, neanche in comune, li ha avvisati dell’elettrodotto. Anzi, non parlando bene l’italiano, si sono affidati a qualcuno che ha fatto scrivere loro il contrario, che conoscevano l’avviso pubblico.

“Non si sono accorti di questa traduzione nel testo e ora – continua a raccontare Antonella La Morgia - come possono dimostrare la nullità delle notifiche dei decreti? Il loro sogno di realizzare una serra e godersi la casa, tutta costruita secondo criteri ecologici e di bio-architettura, è infranto. Un traliccio, che Terna ha modificato due volte, passerà a poche decine di metri dalla loro casa, che nemmeno le mappe avevano individuato. Per la servitù aerea si sono visti riconoscere un indennizzo irrisorio. - conclude la La Morgia - Vorrebbero tornare nel loro paese dove, dicono, tutto questo non sarebbe possibile”.

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